Semilibertà dopo una condanna per omicidio, trovano la compagna impiccata ad una porta

0
232
Fonti ed evidenze: Fanpage, Unione Sarda

Una donna trovata impiccata alla maniglia di una porta: l’autopsia non lascia dubbi. Ma l’uomo accusato di averla uccisa si comporta in maniera sorprendente.

Un femminicidio mascherato da suicidio: almeno secondo gli inquirenti. L’imputato, durante l’ultima udienza, ha tenuto un comportamento del tutto imprevedibile.

Massimiliano Farci continua a sostenere di non c’entrare nulla con la morte della sua compagna Speranza Ponti. L’uomo è addirittura scoppiato a piangere in Aula, davanti alla Corte d’Assise di Sassari. Rispondendo alle domande dell’accusa, Farci ha continuato a sostenere che la donna si sia suicidata: “Una o due volte lei mi aveva confessato che se avesse avuto l’occasione si sarebbe suicidata, ma io non le ho creduto” – ha dichiarato. Speranza Ponti scomparve da Alghero nel dicembre 2019 e fu trovata morta nel gennaio 2020 alla periferia della stessa cittadina sarda. Farci all’epoca aveva una relazione con la vittime. Ha sempre raccontato che di aver trovato la donna impiccata nella casa che condividevano e di averla poi portata su una collinetta alla periferia di Alghero secondo le volontà della compagna. Nel frattempo, tuttavia, si trova in carcere con una condanna all’ergastolo per un altro omicidio avvenuto nel 1999. Nel periodo in cui la sua compagna scomparve, l’uomo si trovava in regime di semi libertà.

Fu proprio Farci ad indicare il luogo in cui si trovava il cadavere della fidanzata. Spiegò di averla portata lì per rispettare le volontà di Speranza, portandola in un luogo che lei amava. Il cadavere di Speranza Ponti fu ritrovato in avanzato stato di decomposizione ma l’autopsia ha stabilito che è stata colpita almeno una volta al volto e che ha subito un tentativo di pressione tra il collo e la mascella: pertanto  appare alquanto improbabile che si sia uccisa da sola. Inoltre secondo una perizia post mortem per ricostruire il profilo psicologico della vittima, i Carabinieri hanno escluso che si possa ipotizzare un suicidio. Ma l’imputato non cede e in Tribunale ha continuato a portare avanti la sua versione dei fatti: “Ho trovato Speranza impiccata alla porta della nostra camera. C’era un lenzuolo legato alla maniglia, che faceva il giro della porta e arrivava al suo collo. Ho visto il suo viso e ho solo pensato a portarla giù, per terra“. Poi l’uomo si è commosso fino alle lacrime interrompendosi e chiedendo dell’acqua.