Samantha Migliore non è stata l’unica vittima. Un’altra donna racconta: “Sono viva per miracolo”

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Fonti ed evidenze: TgCom24, Resto del Carlino

Samantha Migliore – la 35enne di Maranello deceduta – non era la prima cliente di Pamela Andress. La trans, a quanto pare, era solita effettuare trattamenti estetici senza averne titolo.

La Procura di Modena continua ad indagare sulla morte di Samantha Migliore, la 35enne di Maranello deceduta mentre le veniva effettuato un trattamento estetico al seno in casa. Dai primi risultati degli esami autoptici è emerso che la donna sarebbe morta per un eccesso di silicone nel sangue che avrebbe ostacolato la corretta ossigenazione polmonare.

Ad effettuare il trattamento fatale è stata Pamela Andress, un transessuale che lavora nell’ambito di sfilate e organizzazione di eventi inerenti il mondo transgender. Andress, pertanto, non solo non è un medico chirurgo ma neppure un’estetista: non aveva dunque, alcun titolo per effettuare quel tipo di intervento estetico a Samantha Migliore. La trans ha più volte dichiarato che si trattava di una cosa in amicizia ma a quanto pare avrebbe mentito. Infatti, nelle ultime ore, si è fatta avanti un’altra donna che sarebbe passata sotto “i ferri” di Pamela Andress. La seconda vittima, a differenza di Samantha, è sopravvissuta ma ha riportato gravi danni agli arti.

Intervistata da Mattino Cinque News, la donna – Magda – ha spiegato: “Non colpevolizzo Pamela, la pistola in testa per farci fare il silicone non ce l’ha messa. La colpa è sua ma anche nostra. Ero consapevole che il silicone fosse bandito dal commercio, ma mi sono sottoposta comunque all’intervento, di mia spontanea volontà. Mi sento una miracolata. Ho fatto il silicone due anni fa e da allora ho un problema a un arto, il destro, che mi porterò dietro per tutta la vita“. Pamela Andress, al momento, è indagata a piede libero. Le ipotesi di reato sono tre: morte in conseguenza di altro reato, omissione di soccorso ed esercizio abusivo della professione medica.  La Procura di Modena, tuttavia, sta cercando di capire chi possa averle fornito il silicone per fare quegli interventi a domicilio. Si presume sia stato un medico con il quale la trans potrebbe aver stipulato accordi per avere il materiale illegale per i sui trattamenti domiciliari.

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