“Dobbiamo azzerare le morti sul lavoro” dice il Ministro della Giustizia. Ma un giovane operaio muore nel garage della sua casa

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Fonti ed evidenze: Il Giornale, Rainews

L’incidente è avvenuto nel garage della casa di vacanza del Ministro, in Val d’Aosta. Cartabia: “Sconvolta e affranta”

“Sono sconvolta e affranta da quanto appena appreso”. Il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia, a fatica ha trovato le parole per confermare la tragedia avvenuta a Ollomont, in Val d’Aosta, nella sua casa di montagna. Un operaio ha perso la vita mentre stava eseguendo dei lavori nel garage dell’abitazione in cui l’ex presidente della Corte costituzionale trascorre le proprie vacanze. Secondo quanto si apprende, l’uomo un romeno di 39 anni, è rimasto schiacciato da una putrella mentre era al lavoro per conto di un’impresa edile.

Operaio muore a casa della ministra Cartabia. ANSA/PHOTO THIERRY PRONESTI

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, i Carabinieri per la ricostruzione della dinamica dell’incidente, e il 118. Ma per il giovane operaio, Costantin Obanel, 39 anni, purtroppo non c’è stato nulla da fare. “Le autorità locali mi hanno da poco informata, sono profondamente turbata”. Così la ministra della Giustizia, commenta  tristemente la notizia della morte dell’operaio edile, durante i lavori di ristrutturazione del garage. “Desidero innanzitutto esprimere tutto il mio dolore e la mia personale vicinanza ai familiari della vittima.”

Proprio riguardo agli incidenti sul lavoro lo scorso 30 aprile, la Cartabia stessa, aveva scritto per la prefazione del libro ‘Ogni giorno 3′ di Giusi Fasano:”La Giustizia in cui credo fa di tutto anche per prevenire il ripetersi di simili drammi. La Giustizia in cui credo è a servizio della dignità di ogni persona. E dignità come ci ha solennemente ricordato il presidente della Repubblica, è ‘azzerare le morti sul lavoro”.

Marta Cartabia/ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

L’ operaio romeno è una delle centinaia di persone che ha perso la vita mentre era al lavoro. Così come lui anche Roberto Morelli morì a Teramo mentre stava caricando il suo camion. Sua madre Annunziata da oltre quattro anni aspetta che si celebri il processo. A marzo 2021 ha scritto una lettera alla ministra Cartabia per raccontare la sua vicenda processuale: «Gentile ministro le scrivo questa lettera pubblica per chiedere il suo conforto, affranta dalla morte di mio figlio Roberto e dall’impossibilità di vedere celebrato il processo in tempi ragionevoli.Ho settantacinque anni e sono vedova. Sono sicura che morirò prima di vedere la fine di questo processo, senza poter sapere come e da chi è stato ucciso mio figlio. Ogni richiesta alla presidenza del Tribunale di Teramo per consentire di celebrare in tempi normali il processo è stata vana, nonostante il comune impegno del giudice, del pubblico ministero affinchè si svolga in tempi ragionevoli». Concludeva Annunziata nella sua lettera: «Le scrivo come madre, vedova e umile cittadina, per chiedere il suo conforto e, nei limiti delle sue possibilità e competenze, di approfondire la disastrosa realtà di quel tribunale. 

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