Sono tanti – troppi – i punti interrogativi che pendono sulla morte del 39enne Fabio Palotti, trovato senza vita nell’ascensore del Ministero degli Esteri.

Un funzionario della Farnesina ha dichiarato di aver sentito delle urla, una voce che implorava “aiuto”. L’uomo sostiene di aver subito chiamato i Carabinieri i quali, tuttavia, non avrebbero trovato nessuno e se ne sarebbero andati. Eppure Fabio Palotti, era lì, nel vano dell’ascensore. Sulla morte del 39enne si sta indagando.

L’uomo è stato rovato a circa 15 ore di distanza dal decesso. Stava lavorando all’ascensore della Farnesina quando – probabilmente a causa di un malfunzionamento – è precipitato nel vano facendo un volo di venti metri ed è infine rimasto schiacciato. Solo la mattina seguente un collega, vedendo l’auto di Palotti ancora posteggiata fuori dal Ministero degli Esteri nonostante il suo turno fosse finito alle 22 della sera prima, è entrato a controllare e ha trovato il cadavere del 39enne. I Carabinieri della compagnia Trionfale hanno chiesto accertamenti sul rispetto delle misure di sicurezza all’interno della Farnesina. Diversi sono i punti da chiarire: Fabio finiva il turno di lavoro alle 22 di mercoledì 27 aprile, aveva un badge da ospite e il suo documento d’identità era stato trattenuto all’ingresso. Sembra però che nessuno si sia preoccupato del fatto che il 39enne non era andato a ritirarlo, e nessuno è andato a controllare dove fosse.

Il pubblico ministero ha richiesto l’acquisizione delle telecamere di sorveglianza esterne ed interne al ministero, in modo da fare chiarezza su ciò che è accaduto. Soprattutto si vuole capire se Fabio Palotti era in turno da solo o se ci fosse qualcuno con lui. Infatti uno degli elementi che sta destando maggiori sospetti è il mancato ritrovamento del cellulare della vittima: l’ultimo contatto del cellulare di Fabio è alle 18.25, ora in cui è entrato su WhatsApp.  Questo significa che il 39enne lo aveva con sé eppure non è stato rinvenuto nelle tasche dell’operaio. Ciò indurrebbe a sospettare che qualcuno potrebbe averlo portato via. Infine sono stati richiesti accertamenti anche sul funzionamento dell’ascensore: nello specifico sarà da appurare se il pulsante ‘manutenzione’ non funzionasse o se la vittima – presa dal panico – si sia dimenticata di azionarlo.

 

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui