Le famiglie dei bimbi ucraini devono pagare la mensa, Fratoianni giura di protestare in Parlamento, ma sbaglia città

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Fonti ed evidenze: Today, Nicola Fratoianni Facebook

Il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni durissimo contro una giunta comunale del Nord che ha deciso di far pagare la mensa scolastica ai rifugiati ucraini. Nella foga, però, ha sbagliato giunta.

La Lombardia è grande e, nella foga di un attacco contro gli avversari, si può pure sbagliare comune. Questo è successo al segretario nazionale di Sinistra italiana Nicola Fratoianni che ha attaccato la giunta comunale sbagliata.

ANSA/CLAUDIO PERI

Fratoianni ha deciso di presentare un’interrogazione parlamentare sul caso della mensa ai bambini ucraini. In un post su Facebook ha espresso tutta la sua disapprovazione sulla decisione di una giunta comunale del nord di inserire nella fascia più alta le famiglie ucraine. Decisione che, in un altro contesto, potrebbe avere un senso logico: chi non presenta l’ISEE viene automaticamente inserito nella fascia più alta. I rifugiati, scappati in fretta e furia da una guerra, ovviamente non hanno avuto modo di munirsi di tale attestazione. La cosa curiosa di tutta la drammatica vicenda è che in una prima versione Fratoianni si era scagliato contro la giunta comunale sbagliata: invece di inveire contro il comune di Vigevano, il leader di Sinistra italiana si era scagliato contro Voghera. Entrambi i comuni si trovano nei pressi di Pavia e cominciano con la lettera “V” ma presentare un’interrogazione parlamentare sbagliando città, sindaco e consiglieri non sarebbe stato il massimo. Per fortuna Fratoianni si è ravveduto per tempo.

Il qui pro quo del segretario nazionale potrebbe forse essere dovuto al fatto che qualche mese fa Voghera fu sulle prime pagine di tutti i giornali per la morte del 39enne marocchino Youns El Bossetaoi il quale fu freddato da due colpi partiti dalla pistola dell’ex assessore comunale Massimo Adriatici. All’epoca Adriatici era in quota Lega, come l’attuale sindaco di Vigevano Andrea Ceffa, responsabile della decisione di far pagare – e a caro prezzo – la mensa ai bambini dell’Ucraina.

 

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