L’Arma aveva falsificato documenti per darci la colpa della morte di Stefano, dice Ilaria Cucchi

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Fatto Quotidiano

Condannati 8 Carabinieri con l’accusa di depistaggio riguardo la morte di Stefano Cucchi. La sorella Ilaria interviene per dire la sua.

Il caso Cucchi conosce, finalmente, la parole fine. Almeno sotto il profilo giudiziario. Il dolore della famiglia per la perdita di Stefano Cucchi, quello certamente rimane. A prendere parola, ancora una volta, la sorella del defunto: Ilaria Cucchi. La donna è intervenuta per commentare la condanna di otto Carabinieri per il reato di depistaggio.

ANSA/GIUSEPPE LAMI

Dopo 12 anni e infiniti processi, Stefano Cucchi può riposare in pace. In primo grado al generale Alessandro Casarsa – all’epoca dei fatti, capo del Gruppo Carabinieri Roma – sono stati inflitti cinque anni. Il legale della famiglia Cucchi, l’avvocato Fabio Anselmi – nonché compagno di vita di Ilaria Cucchi – lo ha definito un’anima nera. La sorella della vittima dopo la condanna, ha voluto prendere parola per esprimere il sollievo suo e dei suoi genitori che temevano non avrebbero mai avuto giustizia. Non solo: la donna ha ribadito tutte le calunnie da cui sono stati ricoperti in quanto il fratello Stefano era stato dipinto come un drogato, anoressico, sieropositivo. Tutte falsità che hanno infangato non solo la vittima ma anche i familiari. “Altri otto imputati sono stati condannati per depistaggio. Nell’archivio dell’Arma sono stati trovati documenti addomesticati per attribuire la morte di Stefano Cucchi a lui stesso e alla sua famiglia” – le parole di Ilaria che ancora una volta ha voluto ribadire che lei e la famiglia non hanno mai abbandonato Stefano a se stesso come qualcuno, in passato, aveva insinuato.

La donna ha proseguito: “Si sono inventati che mio fratello era drogato, anoressico e sieropositivo. Tutti questi documenti sono stati dichiarati falsi ma, intanto, quanto male ci hanno fatto. In tutto questo io mi sento una superstite. L’odio non mi appartiene e ne sono fiera“. Tuttavia la sorella della vittima, nel sostenere di non avere odio dentro di sé, ha concluso il discorso augurandosi che  gran parte dei Carabinieri – non solo ai condannati, giustamente, ma anche a coloro che a suo dire sono rimasti freddi e compassati – vengano cacciati dall’Arma. Nessuna parola contro uno degli avversari storici: il leader della Lega Matteo Salvini. In passato la donna lo aveva accusato di parlare a vanvera e sotto l’effetto del mojito.

 

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