“Fosse morta Cicciolina non l’avrebbero riconosciuta dai tatuaggi”, dice Pietro Diomede

0
93
Fonti ed evidenze: Fatto Quotidiano, Fanpage

Pietro Diomede, dopo aver insultato la memoria della 26enne Carol Maltesi, non solo non si scusa ma, addirittura, rincara la dose.

Che se ne parli bene o che se ne parli male, l’importante è che se ne parli. Deve essere questa la filosofia di Pietro Diomede, fino a ieri emerito sconosciuto ai più, oggi famosissimo non per aver finalmente raggiunto il successo come comico ma a causa della sua pessima battuta su Carol Maltesi, la 26enne uccisa e tagliata a pezzi dall’ex compagno.

L’ormai ex comico di Zelig – cancellato dal palinsesto del teatro milanese dopo il suo post su Twitter – aveva scritto che se Carol Maltesi fosse stata una vera pornostar avrebbero dovuto riconoscere il suo cadavere smembrato non già dai tatuaggi ma dal diametro di una parte del suo corpo. A Diomede è stata data la possibilità di chiedere scusa, di mostrare pentimento ma lui niente: anzi, ha rincarato la dose. Ai microfoni di Fanpage ha dichiarato: “Se fosse morta Cicciolina, se fosse morto Siffredi da cosa li riconoscevi? Dai tatuaggi? No. Della mia battuta non chiedo scusa. Quando pubblico sono consapevole che farà male e che potrebbe creare delle conseguenze.  Tornassi indietro rifarei la battuta, un po’ più fine, però sì la rifarei”.

Nessuna riflessione sul fatto che Carol ha lasciato un bambino piccolo e che quel bimbo, un giorno, forse leggerà quella orribile battuta sulla sua mamma. Carol Maltesi, tra l’altro, aveva iniziato a lavorare nel mondo del porno dopo aver perso il lavoro da commessa a causa del lockdown. Ma questo a Diomede non interessa. Non è la prima volta che il comico prende di mira qualcuno, in passato è toccato ai napoletani sentirsi infamare nel peggiore dei modi: “Le mie battute si basano su luoghi comuni che tutta l’Italia ha. Se uno legge le mie battute, io tratto i napoletani, i leghisti, i siciliani, i veneti e i piemontesi nella stessa misura. Poi per i napoletani è un altro discorso, probabilmente essendo più permalosi, quel tipo di reazione suscita più clamore”. Ma offesa dopo offesa Pietro Diomede ha raggiunto solo il risultato di vedersi cancellata una sua importante serata allo Zelig, lo storico teatro di Viale Monza a Milano, palcoscenico prediletto da chiunque voglia far parte seriamente del mondo della comicità e del cabaret. Tuttavia l’uomo non sembra troppo preoccupato, pensa, invece, che il suo pessimo senso dell’umorismo nei confronti di una mamma morta gli abbia fruttato un bel po’ di pubblicità: “Io credo che il problema non sia la battuta. Diciamo che ci siamo fatti tutti una bella pubblicità, sia io che Zelig. Di mattina era in tendenza Zelig, il pomeriggio io. Uno a uno, palla al centro”.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui