Professori non vaccinati riammessi a scuola. Rubano lo stipendio di altri, dicono i presidi

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Fonti ed evidenze: Repubblica, RaiNews

Gli insegnanti potranno tornare a scuola dall’1 aprile ma non potranno insegnare. Sembra un paradosso ma il Governo ha deciso così.

Il Governo di Mario Draghi ha deciso che, a partire dall’1 aprile, i docenti non vaccinati potranno ritornare a scuola e torneranno a percepire regolarmente il loro stipendio. Una cosa non potranno fare: il loro mestiere.

ANSA/CESARE ABBATE/

In pratica i docenti torneranno ad essere pagati per insegnare ma, di fatto, non potranno farlo. L’Esecutivo, infatti, ha specificato che l’obbligo vaccinale per il personale scolastico durerà almeno fino al 15 giugno e, pertanto, chi non è vaccinato non dovrà stare a contatto con i ragazzi. Andranno adibiti ad altre mansioni diverse dall’insegnamento: quali mansioni andranno a svolgere non si sa visto che un professore, in teoria, non ha competenze di segreteria o, comunque, non è tenuto ad averle. La reazione dell’associazione nazionale presidi – Anp – è stata durissima. Il presidente Antonello Giannelli ha asserito: “Saranno pagati per non lavorare“. La responsabilità – sia chiaro – non è dei docenti che, anzi, sarebbero ben contenti di tornare in classe con gli alunni. Ma il Governo ritiene che se non vaccinati potrebbero rappresentare un rischio nonostante sia ormai stato ampiamente chiarito che anche chi è vaccinato può contrarre il Covid e contagiare gli altri al pari di chi non lo è. Anzi: di recente il microbiologo Andrea Crisanti –  vaccinato e a favore dei vaccini – ha rivelato che la maggior parte delle persone morte con il Covid sono soggetti fragili ma vaccinati.

Giannelli ha espresso tutte le perplessità dei presidi in merito a questa decisione dell’Esecutivo Draghi. E non ha mancato di rimarcare il suo dissenso nei confronti dei docenti che hanno rifiutato il vaccino. A suo avviso non sono meritevoli di tornare a percepire lo stipendio: “C’è una volontà di normalizzare la situazione di chi non si è vaccinato; gli si paga lo stipendio per non lavorare, dando mansioni sostanzialmente inesistenti. Ma c’è di peggio, perché questo stipendio verrà pagato sottraendo risorse al rinnovo dei contratti dei docenti tutti che nella stragrande maggioranza si sono vaccinati con grande senso di responsabilità. Un ennesimo esempio di come chi non rispetta le regole in questo Paese, venga trattato con molta più attenzione di coloro che invece le rispettano. Mi sembra una beffa nei confronti dei tantissimi docenti che invece hanno rispettato l’obbligo di vaccinale”. Dello stesso avviso i sindacati: la Federazione lavoratori della conoscenza Cgil sottolinea come i fondi necessari per pagare i supplenti ai docenti non vaccinati “vengono sottratti dal fondo di istituto: si prendono cioè alle scuole“.

 

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