“Non sono una pacifista, dobbiamo inviare armi all’Ucraina, non cioccolatini”, dice Emma Bonino

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Huffington Post

Emma Bonino, leader di +Europa, smentisce la sua posizione di paladina della pace e prende una netta posizione contro la Russia di Vladimir Putin.

In tempi di guerra anche i paladini della pace possono svelare un volto che non conoscevamo. Ucraina nella Nato a qualunque costo e invio massiccio di armi per mettere a ko la Russia di Vladimir Putin. Questo il volto che non conoscevamo di Emma Bonino, leader di +Europa.

ANSA/GIUSEPPE LAMI.

Bonino ha chiarito nettamente la sua posizione, specificando: “Non sono una pacifista, sono una non violenta. Gli ucraini devono difendersi e devono farlo anche con il nostro aiuto. E cosa gli dovremmo inviare, cioccolatini? Aiutare gli ucraini a fiaccare Putin, per me questa è l’unica strada possibile” Addio marce e fiaccolate per la pace e anche insistere troppo sugli accordi diplomatici, in questo momento potrebbe non bastare. Trattare sì ma, nel frattempo – a detta della numero uno di +Europa e supporter dell’associazione Luca Coscioni a favore di aborto ed eutanasia – il dovere dell’Italia ora è anche quello di inviare armi all’Ucraina. Punto di vista aspramente criticato da buona parte della Sinistra italiana. Tra i primi a biasimare la posizione della senatrice Bonino il leader di Si, Nicola Fratoianni, e l’ex presidente della Camera, la dem Laura Boldrini. Bonino, di contro a chi la attacca, precisa che gli ucraini stanno combattendo anche per la nostra libertà. Hanno chiesto armi non per attaccare la Russia, ma per difendersi da un’invasione illegale e sanguinosissima.

La guerra in corso potrebbe avere conseguenze per l’Italia anche in altri termini: visto il massiccio esodo di ucraini verso il nostro Paese – oltre 60mila sono già entrati in Italia dall’inizio del conflitto, ma gli sfollati sono già 10 milioni – l’Europa potrebbe essere più disposta a ridiscutere  il Trattato di Dublino e a cambiare approccio sulla gestione dell’immigrazione: “Ho perso il fiato a forza di ripetere ai nostri amici del Nord Europa che la questione migranti non poteva essere relegata al Mediterraneo, e a qualche Paese, ma doveva essere una responsabilità comune. Non ci sono stati a sentire. Adesso che tocca loro hanno capito finalmente di cosa parliamo“. La senatrice non ha perso occasione per replicare a Matteo Salvini, leader del Carroccio nonché ex Ministro dell’Interno. Secondo Bonino, infatti, Salvini avrebbe la colpa di essere molto indulgente con gli ucraini mentre con chi fugge da altri Paesi avrebbe un atteggiamento del tutto diverso. Il ché, a detta di Bonino, alimenterebbe la retorica tra immigrato che fugge da una guerra e immigrato che non dovrebbe entrare in Italia:  “Non so chi dia a Salvini il diritto di decidere chi è vero e chi è falso. Lo può immaginare, lo può pensare, ma francamente non sta a lui deciderlo, che io sappia. Noi abbiamo molto bisogno dei migranti che ci rifiutiamo di legalizzare. Noi abbiamo bisogno di manodopera”

 

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