Gli italiani in Russia: “I ristoranti sono pieni, la qui gente sta con Putin”

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Fonti ed evidenze: Today, Huffington Post

Alcuni italiani che vivono e lavorano in Russia raccontano come la popolazione sta vivendo questa situazione di conflitto.

ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

La guerra tra Russia e Ucraina ha sconvolto la vita di milioni di persone nel giro di poche ore. Persone costrette a lasciare casa e lavoro per fuggire e mettere in salvo se stesse e i propri figli. Non solo: il conflitto ha completamente sconvolto delicatissimi rapporti internazionali. L’Italia si ritrova ad essere considerata un Paese ostile con ripercussioni economiche che potrebbero rivelarsi devastanti. I primi segnali già ci sono stati, a partire dall’ aumento spropositato della benzina. Eppure sembra che in Russia la situazione sia molto diversa da come ce la stiamo immaginando in Occidente. Per il popolo russo Vladimir Putin non è un dittatore, tutt’altro. A rivelarlo sono stati due ristoratori italiani che vivono e lavorano a Mosca e Chelyabinsk. I due hanno esplicitamente dichiarato la ferma volontà di rimanere nel Paese di Putin. Stando alle testimonianze dei due italiani, le sanzioni dell’Europa, per il momento, non hanno minimamente intaccato l’economia russa. Ivan – uno dei due ristoratori –  ha raccontato: “Non siamo sotto assedio. Qui la vita è normale, c’è stato un leggero calo della clientela, ma parliamo di un 10%. Finora posso dire di aver avuto molti più problemi in Italia che qua, il lavoro è molto più elastico e c’è meno burocrazia. Qui fare business è molto più semplice: chi ha voglia di lavorare non resta senza lavoro, esce da un posto e viene assunto in un altro”.

Una conseguenza negativa c’è stata: l’aumento dei prezzi delle materie prime importate dall’Europa. Ma i ristoratori si stanno già attrezzando per sostituirle e fare a meno dei prodotti europei. Alla fine, pertanto, a rimetterci sarà l’Europa che vedrà calare le esportazioni. Ivan non tornerà in Italia nonostante la Russia, ormai, sia isolata dall’Occidente. Ma lui – e altri come lui – hanno piena fiducia nel Governo di Vladimir Putin. Il popolo russo – a detta del ristoratore italiano – è dalla parte del loro Premier, ha fiducia in lui e pensa che la colpa di questo conflitto bellico non sia da imputare a Putin. Ivan ha proseguito: “La Russia non sta facendo una guerra alla gente ucraina, me lo dicono i miei collaboratori che hanno parenti e familiari nel Donbass. Lì la gente viene aiutata dai soldati russi. L’85% del popolo appoggia Putin“.

Ivan non è il solo italiano che in Russia ha fatto fortuna. Anche Luigi ha realizzato il sogno di aprire non una ma ben tre pizzerie a Chelyabinsk. L’uomo racconta che in Italia non riusciva a trovare nessun impiego mentre in Russia ce l’ha fatta. A suo dire lì c’è più lavoro che personale disponibile. A suo dire la vita in Russia non è cambiata dall’inizio della guerra con l’Ucraina, scorre tutto normale: nessun ristorante vuoto, nessun supermercato senza cibo, nessun assalto agli sportelli bancomat. Nella sua città anche i Mc Donald’s e Burger King – che stando alle notizie che arrivano in Europa avrebbero deciso di chiudere i loro ristoranti in Russia – sono ancora tutti aperti. E anche lui, come Ivan, sostiene che il popolo russo continua a sostenere il capo del Cremlino Vladimir Putin. Il pizzaiolo ha concluso: “Non ho visto nessuna manifestazione contro Putin. Secondo i russi, dice ancora il ristoratore, “la colpa di questa situazione è della Nato, dell’Europa e degli Stati Uniti. Non vogliono la morte di altri popoli, ma sono convinti che la Nato voglia sottometterli“. In Italia, purtroppo, si sta invece sviluppando un pericoloso clima di “russofobia”: dopo l’annullamento dei concerti del direttore d’orchestra Valery Gergiev – ritenuto reo di essere troppo amico di Putin – e la cancellazione di un corso universitario su Dostoevsky, in una scuola di Brescia un adolescente è stato insultato e picchiato dai compagni perché la madre è russa.

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