Puoi abortire al sesto mese, e non sono necessari motivi di salute: la sentenza che cambia tutto

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Fonti ed evidenze: TPI, La Repubblica

La Corte Costituzionale ha depenalizzato l’aborto fino al sesto mese di gravidanza, migliorando la condizione delle donne nella società.

Manifestazioni in favore dell'aborto
ANSA/EPA/Carlos Ortega

Un passo in avanti per i diritti delle donne. Una conquista fondamentale che migliora la condizione sociale di una parte importante della società. In Colombia, la Corte Costituzionale ha depenalizzato l’aborto fino al sesto mese di gravidanza. Questo è quanto sancito l’altro ieri attraverso una sentenza rivoluzionaria nel Paese sudamericano. Prima di questa sentenza, si poteva abortire solamente in caso di stupro, pericolo per la vita della madre o gravi malformazioni del feto. Chiunque abortisse o aiutasse una persona a farlo, prima di lunedì 21 febbraio, rischiava fino a quattro anni e mezzo di reclusione.

La sentenza di lunedì, passata con cinque voti a favore e quattro contrari, ha dunque reso possibile l’aborto fino alla ventiquattresima settimana di gravidanza senza dover fornire alcuna giustificazione. Una sentenza che rende la Colombia più avanzata dell’Italia in questo ambito, in quanto nel nostro Paese l’aborto volontario dopo la dodicesima settimana si può attuare solo in caso di pericolo per la donna o per la salute psichica o fisica della futura madre.

Nel 2020, cinque organizzazioni a favore del diritto di scelta avevano presentato ricorso per chiedere all’Alta Corte un parere sulle leggi sull’aborto. Da ciò, la Corte ha anche invitato il Parlamento e il governo ad avviare le procedure per cambiare la legge precedente, in modo che le rinnovate disposizioni siano applicate nel più breve tempo possibile.

Manifestazioni in favore dell'aborto
ANSA/EPA/Carlos Ortega

Per gli attivisti e le attiviste che sostengono il diritto all’aborto, che lunedì hanno festeggiato in piazza a Bogotà la decisione favorevole della Corte, attraverso le nuove leggi sarà molto più facile richiedere l’interruzione di gravidanza. Specialmente per le donne più povere e quelle che vivono nelle aree remote, le quali spesso ricorrono ad aborti clandestini, mettendo a rischio la propria salute. Per il ministero della Salute, sono circa 400mila all’anno le donne che provano ad interrompere clandestinamente la loro gravidanza. Di queste, almeno 70 muoiono per le complicazioni.

Gli aborti clandestini, oltre al pericolo di morte nelle aree più rurali erano i principali elementi di sostegno della causa intentata 2 anni fa dalle organizzazioni, le quali esprimono una soddisfazione parziale, in quanto la richiesta era legata all’eliminazione di ogni restrizione, anche dopo il sesto mese di gravidanza. “Stavamo cercando di ottenere la completa depenalizzazione dell’aborto… ma questo è comunque un passo storico“, queste le parole di Cristina Rosero, avvocato di una delle cinque organizzazioni che ha fatto ricorso nel 2020. “La nostra sfida ora è garantire che questa sentenza sia attuata“, ha affermato Rosero.

Anche Argentina, Cuba e Uruguay consentono l’aborto senza vincoli fino ad alcune fasi della gravidanza. In Messico, invece, una sentenza della Corte Suprema ha affermato da poco che le donne non possono andare sotto processo per aver interrotto la propria gravidanza volontariamente. Sempre in America Latina, l’aborto è invece illegale in El Salvador, Honduras, Nicaragua e Repubblica Dominicana.

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