Africa, solo il 10% ha fatto il vaccino ma l’80% ha gli anticorpi: l’immunità di gregge è vicina

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Huffington Post

Percentuale bassissima di vaccinati ma immunità di gregge raggiunta ben prima dell’Europa: ecco cosa sta accadendo in Africa.

Getty Images/Tafadwza Ufumeli/Archivio

In Italia quasi il 90% della popolazione ha ricevuto due dosi di vaccino e oltre l’80% ha ricevuto anche la terza: eppure il numero di decessi – anche tra i vaccinati – continua ad essere alto. Del tutto diversa la situazione del continente africano. Nonostante le basse forniture di vaccini e i livelli più che insufficienti delle campagne di immunizzazione, in Africa – secondo le stime effettuate da un immunologo del Malawi –  il livello di protezione sarebbe già  vicino a quella che potrebbe definirsi una immunità di gregge. Osservando i dati sulla presenza di anticorpi fra i donatori di sangue del suo Paese, l’immunologo Kondwani Jambo, del Malawi-Liverpool-Wellcome Trust Clinical Research Programme, avrebbe scoperto che circa l’80% della popolazione possiede gli anticorpi contro il Covid.  Risultati sorprendenti visto che, stando ai risultati dei tamponi, solo il 10% della popolazione del Malawi avrebbe contratto il virus. Studi simili sono stati condotti in altri Paesi africani, tra cui Kenya, Madagascar e Sud Africa e  in ogni luogo i risultati sono stati gli stessi: la maggior parte della popolazione ha sviluppato gli anticorpi. Eppure – stando ai dati di gennaio 2022 – in tutto il continente africano la quota di vaccinazioni non supera, in media, il 10%.

Che cosa ha portato, dunque, la popolazione africana a sviluppare gli anticorpi al virus con un livello di vaccinazioni così basso? Per lo studioso Kondwani Jambo, in mancanza del vaccino, a fare la differenza sulla creazione di un’immunità diffusa ha inciso, principalmente, un fattore: il fattore anagrafico. Nel Paese di provenienza dell’immunologo l’età media della popolazione è di circa 18 anni, mentre la popolazione di buona parte del continente non supera in media i 20 anni di età. In Italia l’età media è di 45 anni: oltre il doppio. A ciò dobbiamo aggiungere che la variante più diffusa in Africa è stata la Omicron, decisamente meno aggressiva rispetto alle altre mutazioni del virus. Questo ha fatto sì che la maggior parte dei casi che si sono manifestati nel continente non siano stati così gravi da portare al decesso. Sui dati della pandemia in Africa grava però l’incertezza di una sottovalutazione delle vittime: su 364 persone morte durante la prima ondata di Covid nell’ospedale di Lusaka, capitale dello Zambia, in 70 presentavano l’infezione da Coronavirus, ma solo 6 avevano avuto una diagnosi di positività con il tampone mentre erano in vita.

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