Due anni dopo l’inizio della pandemia, Bassetti dice la sua verità: “Il 40% dei morti Covid non è morto a causa del virus”

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, AGI

Cambio di rotta improvviso del professor Matteo Bassetti che, a due anni dall’inizio della pandemia, fa dichiarazioni sorprendenti sui decessi legati al Covid.

 

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 93.157 unità. Da ieri 375 morti. I ricoveri calano di 385 unità. In discesa anche gli assistiti in terapia intensiva: -29 rispetto a ieri.

Bassetti: non tutti sono morti di Covid

Nel corso della prima ondata di Covid era praticamente vietato parlare di patologie pregresse che avrebbero potuto, in qualche modo, facilitare – se non causare – il decesso di gran parte di coloro che sono morti dopo aver contratto il Covid. Se una persona di 90 anni o più con tre patologie contraeva il virus, in ogni caso veniva conteggiata tra i morti di Covid e sostenere il contrario era ritenuto sintomo di scarsa sensibilità. Anche di fronte al report dell’Istituto Superiore della Sanità di ottobre secondo cui, di tutti i morti conteggiati fino ad allora, circa 3mila potevano dirsi realmente morti a causa del virus, molti hanno storto il naso. Ma oggi tutto sembra cambiare. Oggi che con quasi il 90% di popolazione vaccinata con due dosi e oltre l’80% vaccinata con tre, i decessi continuano ad essere alti e, come ha sottolineato il professor Andrea Crisanti, la maggior parte dei morti sono soggetti vaccinati, allora si torna a parlare di patologie pregresse.

A tirare in ballo l’ argomento è stato il professor Matteo Bassetti, direttore delle Malattie Infettive presso il Policlinico San Martino di Genova. Bassetti ha dichiarato: “Io da medico non mi riconosco in quei numeri. Ho ricoverato 5 mila pazienti e nelle ultime tre settimane non ho morti Covid. Molta meno gente oggi muore di Covid e sempre più persone muoiono positive a un tampone, ma di tutt’altro, nei reparti Covid, a livello ospedaliero, c’è un 40% di asintomatici. Anche a casa e nelle Rsa c’e’ gente che muore con tampone positivo, ma chi ti può dire che è deceduto per il Covid”. Discorso assolutamente condivisibile e logico: una cosa è morire a causa del virus, tutt’altra cosa morire positivi al Covid ma er ragioni di tutt’altro genere.

Il medico, nel rispetto nella privacy, senza fare nomi fa, tuttavia, esempi di suoi ex pazienti che sono stati a suo dire erroneamente inseriti tra i morti Covid mentre il decesso era stato causato da altre patologie. Nello specifico Bassetti ricorda un caso: “Un signore di 83 anni, entrato al San Martino per problemi di diverticoli viene trovato positivo al tampone, finisce in area Covid e muore. Questa persona è finita nel bollettino dei morti. La scheda sarebbe dovuta essere: causa primaria ‘arresto cardiaco’, secondaria ‘diverticoli’, terziaria ‘Covid-19’ – spiega -. Questo viene fatto per il trattamento della salma, ma anche qui bisogna cambiare: è un virus endemico e non trattiamo così le salme dei positivi al Meningococco o all’Hiv”. Bassetti sottolinea che il paziente in questione era vaccinato. Pertanto – a suo dire – è da escludersi che la causa della morte sia da collegarsi al Covid perché i vaccini sono efficaci e il paziente non riportava danni ai polmoni secondo i risultati delle lastre. Sicuramente l’83enne in questione non è deceduto a cagione del virus. Forse – viene da chiedersi – anche molte delle persone inserite tra i morti Covid prima dell’arrivo dei vaccini, potrebbero essere decedute per altre patologie che avevano già.

 

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