Covid: solo 1 paziente su 4 è morto in rianimazione a causa del virus, dice ora l’Istituto Superiore della Sanità

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Tempo

Un nuovo report dell’Istituto Superiore della Sanità fa chiarezza su quante persone sono effettivamente decedute a causa del Covid dall’inizio della pandemia.

Getty Images/Michele Lapini

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid – attualmente positivi, morti e guariti – sono saliti di 133.142 unità. Da ieri 427 morti e 248.971 guariti. I casi attualmente posivi calano di 116.092 unità rispetto a ieri. I ricoveri scendono di 40 pazienti e in terapia intensiva -35 assistiti da ieri.

Iss: solo 1 paziente su 4 è morto di Covid

Un nuovo report dell’Istituto Superiore della Sanità – Iss – rivela una realtà un po’ diversa da quella a cui ci siamo abituati negli ultimi due anni. A ottobre l’Iss aveva sconvolto l’opinione pubblica dichiarando che le persone realmente morte di Covid – a causa del Covid e non solo con il Covid addosso – sugli oltre 130mila dichiarati, erano, in realtà, poco più di 3mila. Tutti gli altri avevano tre o più patologie e, pertanto, non si poteva attribuire al virus la causa del decesso. Ora viene smantellato un altro tabù: quello dei pazienti in terapia intensiva. Infatti le misure restrittive decise dal Governo si basano, di volta in volta, non solo sull’aumento dei contagi ma anche – e soprattutto – sul numero dei decessi e sul numero di posti letto occupati in rianimazione.

L’Istituto Superiore della Sanità – in data 10 gennaio 2022 – ci informa che solo il 23,8% dei soggetti è morto in terapia intensiva a causa del Covid: in pratica meno di un quarto. Cosa significa questo? Parlando di numeri assoluti, per l’Iss i morti da inizio pandemia e fino al 10 gennaio, sono stati 138.099, contando sia chi è deceduto a causa del Covid sia chi solo con il Covid ma non a causa di esso. Di questi morti una parte è deceduto a casa propria e, dunque, non si può sapere con precisione se a cagione del Coronavirus o solo con il virus ma non a causa del virus. Tra i deceduti nei nosocomi, quasi 33mila – pari al 23,8% – è venuto a mancare mentre si trovava in terapia intensiva. Mentre la maggioranza, cioè 80.787 persone – pari al 58,5% – sono spirati in altri reparti e si trovavano in ospedale non per il Covid ma soprattutto per ictus, demenza, tumore, insufficienza renale, fibrillazione artriale e cardiopatia ischemica. In media questi soggetti – il 58,5% dei morti dichiarati morti di Covid – avevano 4 patologie preesistenti e sono pertanto morti a causa di queste malattie e non già per l’infezione virale. Gli studiosi sono arrivati a queste cifre sulla base di un campione rappresentativo di 8.436 cartelle cliniche provenienti dagli ospedali di tutto il Paese. Dati che trovano conferma nel recente studio della Fiaso – la Federazione italiana Aziende mediche e ospedaliere – secondo cui almeno un terzo dei degenti che si trovano negli ospedali, sono lì per motivi che nulla hanno a che vedere con il Covid e scoprono di essere positivi solo per caso, quando viene fatto loro il tampone prima del ricovero

 

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