L’infermiera accusata di aver ucciso 10 persone nell’ospedale di Piombino può tornare a casa

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Fonti ed evidenze: TgCom24, Fatto Quotidiano

Assolta dall’accusa di omicidio Fausta Bonino. L’infermiera di Piombino era imputata per la morte anomala di dieci pazienti.

Getty Images/Emanuele Cremachi/Archivio

I giudici hanno creduto all’innocenza di Fausta Bonino, l’infermiera 58enne di Piombino finita a processo per i decessi anomali di dieci pazienti avvenuti tra il 2014 e il 2015 nell’ospedale in cui la donna lavorava. Solo un anno e mezzo per ricettazione ma nessun omicidio a carico dell’infermiera. In primo grado il gup del tribunale di Livorno Marco Saquegna aveva condannato Bonino all’ergastolo per omicidio volontario plurimo e aggravato perché ritenuta colpevole di quattro dei dieci decessi contestati dalla Procura. La Corte d’Appello di Firenze l’ha invece assolta da tutte le contestazioni relative alla morte dei pazienti ricoverati nel reparto di rianimazione.

Il procuratore generale Fabio Origlio aveva chiesto la condanna all’ergastolo ritenendo Bonino responsabile addirittura di  nove dei dieci casi contestati. Ma la donna si è sempre dichiarata innocente e i suoi legali, da subito,  avevano chiesto l’assoluzione. Oggi l’hanno ottenuta. “Ancora non ci credo. Ma non potevano accusarmi per delle menzogne dette da qualcuno, non c’era altro” – le prime parole della 58enne dopo la sentenza. L’infermiera dell’ospedale Villamarina di Piombino, venne iscritta nel registro degli indagati nel dicembre 2015 e fu arrestata il 30 marzo 2016 perché sospettata di aver ucciso una serie di pazienti durante la loro degenza nel reparto di anestesia e rianimazione. Tuttavia, dopo  nemmeno un mese, Bonino venne scarcerata dal Tribunale del riesame e la donna tornò a piede libero.

Secondo l’accusa l’infermiera non solo avrebbe ucciso ma anche pianificato gli omicidi di dieci degenti in rianimazione. Avrebbe agito mediante l’uso deliberato e fuori dalle terapie prescritte di eparina in dosi tali da determinare il decesso provocato poi da improvvise emorragie. Nel dicembre del 2017 venne depositata la relazione degli esperti che certificò come dieci delle morti sospette verificatesi nell’ospedale di Piombino nel periodo preso in esame fossero compatibili con la somministrazione di eparina, potente farmaco anticoaugulante che – in quei casi specifici – nessuno dei medici dell’ospedale livornese aveva prescritto ai pazienti. Ma per i giudici Fausta Bonino è innocente, non ha ucciso nessuno, e oggi torna ad essere una donna libera.