I giudici assolvono le case di riposo: gli anziani potrebbero essere morti di altro, non di Covid

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Fonti ed evidenze: AGI, Repubblica

Assolte le case di riposo incriminate per mesi di aver contribuito al decesso degli anziani ospiti a causa dei contagi di Covid.

Getty Images/Hugh Hastings

Colpo di scena: le case di riposo, a lungo incriminate di aver contribuito – seppur involontariamente – ai decessi degli anziani ospiti durante la prima e la seconda ondata pandemica, ora sono state assolte. La Procura di Como ha sentenziato che: “Non si può dire se le case di riposo siano o meno colpevoli della morte di decine di anziani durante la pandemia considerando che il loro decesso non può essere direttamente correlabile con certezza assoluto al virus perché erano tutti di età avanzata e presentavano patologie gravi”. Posizione, tra l’altro, perfettamente in linea con quanto riportato lo scorso ottobre dall’Istituto Superiore della Sanità secondo cui i morti a causa del Covid – e non semplicemente con il Covid – sarebbero circa 3000. Tutti gli altri erano persone molto anziane e con almeno tre patologie addosso al momento del decesso: pertanto sono deceduti con il Covid ma non a causa del Covid. Senza contare che, l’ultima indagine della Fiaso – Federazione italiana Aziende mediche e ospedaliere – ha fatto emergere anche un quadro ben diverso della situazione degli ospedali: più di un terzo dei ricoverati nei reparti Covid, seppur positivi al virus, si trovano in ospedale per tutt’altre ragioni che nulla hanno a che vedere con l’infezione.

La Procura di Como, nello specifico, ha analizzato il caso di un uomo ospite di una casa di riposo lariana, deceduto il 18 aprile 2020 all’ospedale Valduce dove era stato ricoverato con la febbre e altri sintomi riconducibili al Covid. In quel mese si erano registrati 23 pazienti morti rispetto a 1 e 3 nello stesso mese degli anni precedenti e 35 ospiti su 105 erano risultati positivi. Ma oggi la  Procura scagiona la Rsa  in quanto – puntualizzano i pm –  il  decesso degli anziani ospiti non può essere direttamente correlabile con certezza assoluta al virus, in ragione delle preesistenti condizioni di decadimento dovute all’età e alla salute. Quanto all’ipotesi di epidemia colposa, questo è un tipo di reato in cui la giurisprudenza dice da anni che non è configurabile la responsabilità a titolo di omissione. Pertanto non si  possono configurare delle responsabilità delle rsa nel non avere posto in essere atti che invece avrebbero dovuto compiere. A ottobre già il Pio Albergo Trivulzio di Milano fu assolto dalle accuse. Contro la storica residenza per anziani milanese si scagliò ripetutamente il giornalista Gad Lerner che non esitò a puntare il dito contro i medici e gli operatori che da anni, ogni giorno, si occupano degli ospiti. Il giornalista, dalle pagine di Repubblica e sul suo profilo Twitter, non ebbe alcuna remora a sostenere che all’interno del Trivulzio gli operatori sanitari non rispettavano le norme anti Covid e, dunque, contagiavano gli ospiti essendo, in un certo senso, responsabili dei decessi. Lerner definì la situazione del Pat “un’epidemia insabbiata“, inducendo anche il Ministero della Salute ad indagare sulla casa di riposo. Alla fine i giudici archiviarono tutto arrivando alla conclusione che medici e operatori avevano solo fatto il loro lavoro e dovere con gli strumenti di cui, ai tempi, disponevano.