Berlusconi al Quirinale? Nulla di male, abbiamo avuto di peggio, dice Mughini

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Fonti ed evidenze: Fatto Quotidiano, Huffington Post

Mentre qualcuno sta raccogliendo firme per frenare la corsa di Silvio Berlusconi al Colle, qualcun’altro difende la posizione dell’ex Premier.

Getty Immages/Vittorio Zunino Celotto

E’ uscita qualche settimana fa su Il Fatto Quotidiano la raccolta firme per mettere fine la corsa di Silvio Berlusconi verso il Quirinale. Il direttore del famoso quotidiano, il giornalista Marco Travaglio, ha dichiarato apertamente che i Parlamentari non dovrebbero neppure pensarci ad eleggere il leader di Forza Italia. La raccolta firme sta riscuotendo un discreto successo: sono molti gli italiani che non vedono di buon occhio l’ascesa al Colle di un personaggio con un passato non esattamente “candido” come quello dell’ex Premier. Una lettrice del Fatto – tale Susanna – ha addirittura scritto: “Ho firmato la vostra petizione con la soddisfazione di aver sostenuto una causa importante: impedire, se si riuscirà, l’evento più nefasto della storia repubblicana. Se avesse potuto, anche Mirtillo – il mio gatto, qui accanto nella foto – avrebbe firmato”.

Sulla questione è intervenuto un altro giornalista e scrittore di pari statura intellettuale e culturale di Travaglio: Giampiero Mughini. Mughini di certo non è un fan di Berlusconi e fosse per lui al Quirinale dovrebbe salirci Amato. Tuttavia il giornalista spiega che, a suo dire,  Berlusconi appartiene in toto alla nostra storia repubblicana quale esponente della borghesia imprenditoriale e produttiva. E, sostiene Mughini, pochi altri borghesi italiani si sono fatti valere quanto Berlusconi.  “Malgrado le accuse e le sentenze a danno di Berlusconi, di quella storia lui non ne è un frutto marcio e basta. Tutt’altro. Ne è un protagonista assoluto nel bene e nel male, due valori che nella storia degli uomini non sono sempre separabili al modo delle due metà di una mela come credono o fingono di credere i beoti” – puntualizza lo scrittore. Inoltre l’intellettuale ricorda che , Berlusconi è stato condannato per un’evasione fiscale che ammontava a circa otto milioni di euro, ma in quello stesso anno la centrale televisiva da lui creata dal nulla di tasse ne aveva pagate allo Stato almeno 750 milioni di euro.

Giampiero Mughini, insomma, ritiene che nella sua corsa al Colle, Berlusconi debba essere valutato per quanto ha fatto politicamente e nel campo dell’industria. Non già per le sue questioni private anche perché – sottolinea il giornalista – non è stato certo l’unico. Marco Travaglio, infatti, a supporto della sua petizione contro il leader degli Azzurri, lo ha definito il “garante della prostituzione” rinvangando le feste dell’ex primo Ministro nella sua villa di Arcore a cui partecipavano anche minorenni. Ma per Mughini non è questo che si deve valutare nell’eleggere il nuovo capo dello Stato. Come a dire chi è senza peccato scagli la prima pietra.”Se mi piacessero quelle sue serate romane o milanesi dove di puttanelle a cena con Berlusconi ce n’erano gruzzoli? In linea di massima non metto becco nelle cose private degli uomini pubblici. Ho imparato a fare questo mestiere a un tempo in cui nessuno di noi avrebbe messo becco su quali fossero i nomi e i cognomi delle signore romane che andavano a far visita a Bettino Craxi all’ultimo piano dell’albergo Raphael di proprietà di un ex comunista. Una di loro, la mia indimenticabile amica Marina Ripa di Meana, me ne raccontava qualcosa” – sostiene il giornalista che conclude con un cenno alla storia Politica del nostro Paese: “Dopo che la magistratura d’accusa aveva distrutto i cinque partiti che avevano guidato la Ricostruzione italiana del secondo dopoguerra, non c’era in campo alcun altro leader politico a rappresentare il versante borghese e liberale del nostro Paese. Nessun altro se non Berlusconi. Tutto il resto è fuffa“.

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