32 coltellate al padre “Ma non ho mai smesso di volergli bene”. Così il figlio ha convinto i giudici

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Today

Il 30 aprile 2020, Alex Pompa ha compiuto un gesto estremo per difendere la madre dalle violenze del padre. Ora dichiara di essersi pentito.

Alex Pompa
Alex Pompa

Alex Pompa dichiara di non ricordare nulla di quei momenti, in quanto era “completamente sotto choc”. Inoltre, dice di essere assolutamente pentito per quello che ha fatto, asserendo che, se potesse tornare indietro, non lo rifarebbe mai. Addirittura, Pompa ha dichiarato che preferirebbe morire lui al posto del padre.

Questi sono i sensi di colpa che attanagliano Alex Pompa, reo di aver ucciso il padre per difendere la madre e il fratello dalle continue violenze perpetrate dal genitore. Nonostante la giustizia lo abbia assolto, riconoscendo che il suo gesto estremo è stato necessario per garantire la sopravvivenza dei tre, Alex è ancora scosso dall’accaduto nonché pentito di aver ucciso il padre, seppure egli fosse violento con la madre e il fratello.

Ospite da Porta a Porta su Rai1, il giovane ha dichiarato di non ricordare se ci fosse un momento preciso in cui ha deciso di uccidere il padre. “Non ricordo nulla di quell’attimo, non so cos’è accaduto quella sera”. Questo il ricordo della notte del 30 aprile 2020, quando, nella casa familiare a Collegno, ha ucciso il padre Giuseppe. “Ho detto immediatamente che mi ero pentito“, dichiara Alex, aggiungendo che preferirebbe morire lui, ma – ha asserito il giovane – “eravamo arrivati ad un punto tale che la violenza che abbiamo vissuto quella sera non si può equiparare alla violenza vissuta prima“.

Alex ha inoltre raccontato che l’ossessione del padre verso la madre andava via via peggiorando, e i due fratelli fossero degli ostacoli per Giuseppe, in quanto non poteva opprimerla, sottometterla e possederla come avrebbe voluto. L’accusa di omicidio volontario che inizialmente pendeva sulla testa di Alex è stata poi fatta cadere in seguito alla riproduzione degli audio terribili delle violenze ai danni della madre, fatti ascoltare in Aula. I comportamenti del padre avevano creato un clima di tensione tra genitore e figli. Come dichiarato da Alex, “Con lui è sempre stato difficile, fin da quando ero piccolo, e ho vissuto i suoi gesti violenti nei confronti miei, di mio fratello e soprattutto di mia mamma. Ma non ho mai smesso di voler bene a mio padre“.

Giuseppe, il padre, era gelosissimo della madre, cassiera al supermercato, ed era convinto che avesse una moltitudine di amanti a lavoro. Tanto che l’uomo passava intere giornate a controllare la donna al supermercato. Il 30 aprile di un anno fa, Giuseppe si accorse che un uomo, collega della madre, le aveva toccato due volte la spalla. Per il padre, questo dava prova del tradimento. Quando la donna è tornata a casa, il padre ha cominciato a minacciarla, insultarla e offenderla. La madre di Alex non aveva mai denunciato, anche perché l’uomo impazziva sentendo parlare di divorzio o separazione. “Per anni ha minacciato costantemente di morte noi e mamma. Quando vivi con una persona del genere hai paura ad esporti“, queste le parole di Alex.

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