Bassetti: “Chi attacca me, attacca lo Stato”, e la Digos entra nelle case di chi lo ha contestato

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Fonti ed evidenze: AGI, Fanpage

La Digos ha effettuato perquisizioni in tutta Italia. Nell’occhio del mirino, da Nord a Sud, i no vax che hanno insultato e minacciato l’infettivologo Matteo Bassetti.

Sono mesi che il direttore delle Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, il professor Matteo Bassetti, denuncia continui insulti e minacce via social da parte di no vax. Adirittura, tempo fa, fu seguito fin sotto casa sua, in una zona residenziale del capoluogo ligure. Bassetti ha più volte dichiarato che è compito del Governo tutelarlo in quanto lui rappresenta, attraverso la sua professione, lo Stato: “Chi attacca me attacca lo Stato”, le parole dell’esperto. Bassetti ha anche più volte sostenuto che i no vax non devono essere sottovalutati e che – a suo dire – affondino radici in un’organizzazione criminale.

Cos’, alle prime luci dell’alba del 30 novembre, gli agenti della Digos sono entrati nelle case di decine di no vax per effettuare perquisizioni. I soggetti accusati di stalking nei confronti di Bassetti sono sparsi un po’ su tutto il territorio nazionale, da Trento a Lecce passando per Milano, Genova, Parma, Napoli e Avellino. Insomma da Nord a Sud l’infettivologo del San Martino non è visto troppo di buon occhio da chi rifiuta il vaccino anti Covid. L’ultimo episodio, risalente alla scorsa settimana, ha visto una scritta “A morte Bassetti” comparire su un autobus di Genova. L’odio dei no vax verso lo specialista è salito alle stelle  dopo le dichiarazioni del medico secondo cui il vaccino dovrebbe essere reso obbligatorio e i no vax dovrebbero essere andati a prendere casa per casa. E più di recente Bassetti ha rimarcato: “L’obbligo vaccinale di fronte alla chiusura mentale dei no vax potrebbe essere la soluzione che la politica dovrebbe prendere con urgenza. Bisogna vaccinarsi e finirla di ascoltare capre e ciarlatani che parlano in tv“. L’inchiesta, per il momento, ha permesso d’identificare 36 persone che sono state immediatamente iscritte nel registro degli indagati della Procura di Genova per i reati di istigazione a delinquere, atti persecutori, minaccia aggravata, diffamazione e molestie.

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