Usciva e ogni giorno comprava una brioche per il figlio. Lui era in casa, a letto, morto da nove mesi

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Newsgo

Si sono chiuse le indagini riguardanti la vicenda di Vittorio Chies e della madre Giovanna Di Taranto, che aveva nascosto il figlio morto in casa.

Getty Immages/Vittorio Zunino Celotto

 

Ne parlava come se fosse vivo e gli andava a prendere la brioche al bar tutti i giorni. Questi i dettagli della vicenda di Vittorio Chies, 50 anni, e della madre Giovanna Di Taranto. La donna non ha parlato con nessuno della morte del figlio Vittorio, tenendola segreta per ben nove mesi. La Procura di Treviso ha chiuso le indagini, chiedendo il rinvio a giudizio per la 72enne. Le accuse per Giovanna sono quelle di truffa ai danni dello Stato, poiché ha continuato ad incassare la pensione di Vittorio recandosi alle poste con la delega, nonché di occultamento di cadavere, in quanto il corpo morto del figlio si trovava sul letto.

La difesa ora vuole ridurre i tempi processuali tramite il rito abbreviato, considerato lo stato di fragilità psicologica della donna. Questo poiché, anche quando è stato scoperto il cadavere mummificato di Vittorio, lei ne parlava come se fosse vivo. Il legale della donna ha dichiarato che Giovanna ha continuato a portare avanti la sua routine per i nove mesi successivi alla morte di Vittorio, aggiungendo che, quando la verità si è palesata, lei era in un profondo stato confusionale. Secondo i racconti del vicinato la routine della donna comprendeva l’acquisto delle brioche per il figlio, ogni mattina, al bar. Ora la madre dell’uomo è ricoverata in una struttura. In aggiunta alle accuse penali, lo Stato vuole indietro i novemila euro incassati dalla donna in modo indebito.

Stando a quanto ricostruito dall’inchiesta, Vittorio Chies (50 anni) è morto per arresto cardiaco. Questo è accaduto nell’estate del 2018. Il ritrovamento del cadavere dell’uomo è però avvenuto nel maggio del 2019. Questo a causa dell’altra figlia della donna, che aveva allertato le autorità in quanto non riusciva più a mettersi in contatto con la madre. Sembra che da molto tempo gli inquilini del palazzo si fossero lamentati a causa dell’odore sgradevole che usciva dall’appartamento della donna, ma nessuno pensava che ci fosse un cadavere dentro. A coloro che si preoccupavano per il figlio in quanto non lo vedevano mai uscire di casa, la donna rispondeva che Vittorio stava bene e svolgeva la sua vita quotidiana all’interno dell’appartamento. Quando gli agenti hanno capito quello che era successo, la situazione che si sono trovati davanti era indescrivibile. Nell’appartamento, oltre al cadavere mummificato di Vittorio sul letto, vi erano rifiuti ovunque, che si trovavano lì da mesi, o addirittura da anni.