“Ti prego, i bambini no”. Il bisnonno ha chiesto disperatamente fossero risparmiati i figli di Elisa

0
333
Fonti ed evidenze: Fanpage, Il Resto del Carlino

Una famiglia sterminata senza pietà: momenti terribili ricostruiti dalla testimonianza dei vicini.

Elisa Mulas
Elisa Mulas/Facebook

La comunità della città di Sassuolo è stata travolta dalla terribile vicenda che mercoledì sera ha coinvolto una famiglia. Il 38enne tunisino Nabil Dhari ha accoltellato la sua famiglia, togliendosi poi la vita. Le vittime sono la moglie, una 43enne di origine sarda, Elisa Mulas, i due figli della coppia, Ismaele e Sami, di 2 e 5 anni, e la suocera di 64 anni, Simonetta Fontana. Elisa si era rifugiata a casa della donna per scampare ai soprusi messi in atto dall’ex marito. Infatti, Elisa aveva deciso di troncare i rapporti con il marito circa un mese fa, trasferendosi da sua madre per ripartire ed allontanarsi dall’uomo che sembrava a tutti un padre amorevole, mentre invece – secondo quanto detto da un’amica di Elisa – era spesso violento, tanto da minacciarla di morte.

Il movente alla base del delitto sembra essere dovuto alla non accettazione della fine della relazione amorosa dei due. L’unica persona del nucleo familiare sopravvissuta alla strage è la figlia più grande di Elisa, una bambina di 11 anni nata da una precedente unione della donna con un marocchino che ha perso l’affido della figlia nel momento in cui sono diventati palesi i maltrattamenti subiti da Elisa, prontamente denunciati dalla donna. La bambina era a scuola quando è avvenuto il delitto, perciò si è salvata. Quando non ha visto la madre all’uscita di scuola, la figlia di Elisa ha allertato gli insegnanti che hanno a loro volta contattato lo zio, il fratello di Elisa. Arrivato a casa, lo zio della piccola è stato sorpreso dal tremendo epilogo della furia omicida di Nabil Dhari. L’unico ad essere sopravvissuto in quella casa è stato il bisnonno dei piccoli, il padre di Simonetta. A causa di una malattia grave che lo affligge, non è chiaro se il bisnonno potrà essere interrogato dagli inquirenti come testimone per avere un quadro più chiaro dell’accaduto. Secondo i vicini, impossibilitato ad intervenire, avrebbe gridato “Ti prego, i bambini no“.

A Sassuolo è stata indetta una giornata di lutto cittadino nel giorno dei funerali. Questa la decisione dell’amministrazione del comune che ha inoltre annullato tutte le iniziative organizzate dell’ente fino in data 21 novembre. La vicesindaco Camilla Nizzoli definisce questa vicenda “una tragedia immane”. La cittadina di Sassuolo ha inoltre indetto una raccolta fondi al fine di sostenere l’unica sopravvissuta tra le figlie, che è stata collocata dalla Procura per i minorenni di Bologna in una struttura protetta. Intanto, nella giornata di ieri, venerdì 19 novembre, si è tenuta in piazza Garibaldi a Sassuolo una fiaccolata denominata: “Una candela contro il femminicidio“.

L’annoso problema dei femminicidi e della violenza sulle donne non è nuovo. Basti pensare al caso di Fortuna, picchiata ed uccisa dal marito a Napoli dopo una lite. Oppure, al caso di Gessica Notaro, sfregiata con l’acido dal suo ex.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui