Vittoria, 69 anni, non voleva andare in casa di riposo. Il rifiuto le è costato la vita

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Fonti ed evidenze: Fanpage, La Stampa

Una lite domestica nella città di Enna tra una madre di 69 anni e una figlia di 47 anni è sfociata in tragedia.

Mani
Christopher Furlong/GettyImages

Vivevano insieme da tempo, madre e figlia. La madre, Vittoria Malaponti, aveva 69 anni e molti problemi di salute. La figlia, Maria Gozza, ha 47 anni e non riusciva a trovare un impiego. Nonostante ciò, le due donne che vivevano insieme ad Aidone, nella provincia di Enna, non avevano mai litigato pesantemente e la loro convivenza procedeva senza intoppi. Secondo quanto riportato dai Carabinieri del luogo, la madre era vedova da molto tempo ed era rimasta a vivere con la figlia. Soffriva di vari problemi di salute piuttosto invalidanti, tra i quali un’obesità che aveva complicato ancor di più il quadro clinico della donna. Per questo, la figlia aveva deciso di ricoverare la madre Vittoria in una casa di riposo.

La lite tra le due donne è avvenuta nelle prime ore del mattino della giornata di ieri, martedì 16 novembre. Alla base della lite si presuppone che ci sia il fatto che la 69enne non volesse entrare nella casa di riposo consigliatale dalla figlia. Ad un certo punto, la lite è degenerata e Maria Gozza ha ucciso sua madre. Seppure si pensa che il motivo del delitto sia la mancata adesione di Vittoria alla proposta di Maria, non è chiaro se questa sia effettivamente la ragione dietro l’omicidio.

Il Comandante dei Carabinieri di Aidone afferma che non si può comprendere con chiarezza il movente del delitto, in quanto, seppure la cittadina sia estremamente piccola, i Carabinieri conoscano le persone che vi abitano solamente di vista. Le due donne,  non avevano mai riscontrato problemi con la legge e “non sembravano persone violente”. Chiunque le conosca, riferisce il Comandante, riporta che fossero persone apparentemente tranquille e affiatate tra di loro. È però chiaro che qualcosa abbia fatto scattare un raptus d’ira dentro la figlia di Vittoria, che ha portato al tragico epilogo della lite. Ciò sarà verificato, a detta del Comandante, da ulteriori indagini.

Maria aveva inizialmente allarmato i Carabinieri dicendo loro che la madre si era tolta la vita autonomamente nel bagno di casa. Giunti sul luogo, però, i Carabinieri hanno subito capito che non poteva trattarsi di suicidio. Le ferite sul volto di Vittoria facevano piuttosto pensare ad un’aggressione violenta subita dalla donna. Accanto al corpo senza vita di Maria, vi erano un batticarne ed un coltello, presumibilmente le armi del delitto. Successivamente, i Carabinieri hanno ascoltato i familiari della vittima, accertando la natura violenta della morte. A quel punto, Maria ha confessato il delitto. I Carabinieri hanno arrestato la donna e l’hanno portata alla casa circondariale di Catania. Qui, la donna dovrà effettuare un ulteriore interrogatorio.

Non è la prima morte che scaturisce da una lite violenta tra parenti o amici. Fa specie il caso di Filippo Incarbone, sparito dopo una lite tra amici nell’area del Ticino e successivamente ritrovato morto nel fiume.

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