Verona, i genitori hanno difficoltà economiche e abbandonano il figlio di 4 mesi. Ora vogliono riportarlo a casa

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Corriere del Veneto

I genitori di Zeno, 4 mesi, hanno abbandonato il figlio a causa della loro instabile situazione economica. Ora vogliono riportare a casa il loro bambino.

Bambino
WPA Pool/Getty Images

Il piccolo Zeno è stato abbandonato in una strada di Verona, poiché i suoi genitori biologici non erano in grado di sostentarlo economicamente. Un uomo che stava andando a lavoro ha fortunatamente notato il bambino e, dopo aver chiamato i soccorsi, lo ha affidato all’equipe medica dell’Ospedale della Donna e del Bambino. Un anno dopo questa vicenda, Zeno è stato affidato ad una nuova famiglia che può prendersi cura di lui. Per quanto riguarda la sua famiglia biologica, nella giornata di lunedì 8 ottobre i genitori hanno concluso il processo per abbandono di minore. La pena, che è stata sospesa, ammonta a 12 mesi a testa.

La denuncia nei confronti della coppia era avvenuta per mano della donna che ospitava i genitori biologici di Zeno. Essendosi accorta che la coppia era tornata a casa senza il piccolo e avendo sentito in televisione la notizia del bambino abbandonato, la donna ha allertato la polizia. I genitori biologici di Zeno hanno dunque affrontato un tortuoso processo penale, che ha portato alla luce l’impossibilità da parte della coppia di poter far fronte alle spese legate al bambino. L’avvocatessa della coppia, Sabrina Felicioni, spiega che in alcuni giorni la coppia non era nemmeno in grado di comprare del cibo per Zeno. Da ciò, si sono trovati costretti a compiere questo gesto “folle quanto disperato”. L’avvocatessa aggiunge che, se avessero potuto prendersi cura del bambino, non avrebbero mai compiuto un gesto simile. Inoltre, dichiara che i due sperano di poter riportare Zeno a casa, “quando la loro situazione economica sarà più solida”.

Zeno è dunque stato affidato ad una nuova coppia. L’affido del piccolo è però temporaneo. Infatti, la famiglia biologica di Zeno ha da poco cominciato a lavorare, pur trattandosi, come dichiarato dalla Felicioni, di “lavori saltuari”, che non riescono a garantire il sostentamento del bambino. Al momento, la coppia vive con altri inquilini in un appartamento condiviso. L’avvocatessa dichiara altresì che i due vogliono assolutamente riavere il loro bambino, garantendogli una vita dignitosa. Infatti, i due non hanno mai potuto incontrare Zeno durante tutto il processo. Con la sospensione della condanna per entrambi, la coppia vorrebbe chiedere degli incontri periodici col loro figlio. L’avvocatessa della coppia dichiara che, con la chiusura del caso, i due genitori possono finalmente voltare pagina, e vorrebbero che questo nuovo capitolo della loro vita fosse condiviso con Zeno, che nonostante tutto quello che è successo “resta comunque un figlio”.

Non è il primo caso di maltrattamenti verso bambini a Verona. Nel marzo di quest’anno, due gemelli erano stati maltrattati e feriti dai loro genitori, ed erano state trovate tracce di cocaina nel loro sangue. Inoltre, nel mese di ottobre di quest’anno, due bambine di 3 e 11 anni erano state trovate morte in una casa di accoglienza, soffocate nel sonno dalla madre.

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