L’Istituto Superiore della Sanità si contraddice sui morti, dice il direttore de Il Tempo

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Fonti ed evidenze: Tempo, Nextquotidiano

Il direttore del quotidiano Il Tempo, Franco Bechis, riporta l’attenzione sul rapporto di ottobre dell’istituto Superiore della Sanità circa il reale numero di persone morte per il Covid.

Getty Immages/Emanuele Cremaschi

Franco Bechis, giornalista nonché direttore del quotidiano Il Tempo, è stato attaccato dopo un articolo in cui – rapporto ISS alla mano – spiegava che, secondo l’analisi delle cartelle cliniche da parte degli esperti, il numero di morti di Covid da febbraio 2020 a ottobre 2021 era un po’ diverso da quello comunicato. In pratica, secondo quanto dichiarato nel nuovo rapporto dell’Istituto Superiore della Sanità, meno del 3% dei soggetti dichiarati morti di Covid era in realtà deceduto a causa del virus. L’articolo scatenò una specie d’inferno. Vale a dire su oltre 130mila deceduti, appena 3mila sarebbero morti per il Covid, secondo gli esperti. La senatrice forzista Licia Ronzulli, durante un’ospitata su rete 4, perse letteralmente le staffe. Bechis spiega: “In quel rapporto c’era un numero complessivo non aggiornato in cui risultava che solo il 2,9% dei decessi – sugli oltre 130mila – era attribuibile al Covid. in circa i due terzi delle cartelle cliniche esaminate c’erano almeno 3 patologie. In alcuni casi addirittura 5″.

Bechis sostiene che gli è stata mossa la critica di aver considerato come rappresentative quelle cartelle esaminate. Il giornalista ci tiene a sottolineare che non lui ma Silvio Brusaferro – a capo dell’Istituto Superiore della Sanità – ha detto chiaramente che le cartelle esaminate ossono essere ritenute un campione rappresentativo della situazione: “Il rapporto ovviamente non tiene conto di tutti i singoli decessi ma è un’analisi di centinaia di cartelle che, però, a questo punto, sono un campione molto rappresentativi della realtà“- diceva Brusaferro

Attaccato da più voci che hanno cercato di smentire il suo articolo e di accusarlo di diffondere falsità di stampo negazionista, il direttore del noto quotidiano romano ricorda che gli esperti stessi, da inizio pandemia ad oggi hanno radicalmente invertito i toni. Infatti in principio Angelo Borrelli – ex responsabile della Protezione Civile l’altro – cercava di minimizzare sul numero dei morti per non far cadere nel panico la popolazione. Non mancava mai di sottolineare come le persone decedute fossero, per lo più, molto anziane e con diverse malattie a carico. In pratica ribadiva spesso che queste persone erano già malate, con pluripatologie: morivano con il Covid ma non a causa del Covid. Questo nei primi mesi di pandemia. Poi i toni iniziarono a cambiare. E, secondo Bechis, questo cambiamento nella comunicazione dei dati legati al Covid, ha a che fare con la volontà di spingere quante più persone possibile a vaccinarsi facendo leva sulla paura.

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