Afghanistan, riconosciuta solo dai vestiti: hanno sparato al volto e reso irriconoscibile Frozan Safi

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Huffington Post

Frozan Safi, attivista e docente di economia, è stata uccisa dai talebani in Afghanistan. È la prima attivista a fare questa fine dal ritorno al potere dei talebani.

Donna in Afghanistan
Paula Bronstein/Getty Images

Frozan Safi, attivista nonché docente di economia, è stata uccisa dai talebani in Afghanistan. Sarebbe la prima attivista in favore dei diritti delle donne ad essere giustiziata dai talebani, a seguito del loro ritorno al potere nelle terre afghane. Due settimane fa, nella giornata di mercoledì 20 ottobre, l’attivista era scomparsa, e da allora nessuno ha più saputo nulla di dove si trovasse o delle sue condizioni. Nella giornata di oggi, il suo corpo senza vita è stato riconosciuto in un obitorio nella cittadina di Mazar-i-Sharif.

La sorella di Frozan, Rita, è un medico, e dichiara di averla riconosciuta solo dai vestiti, in quanto le ferite dei proiettili l’hanno sfigurata, distruggendole il volto. Rita ha inoltre aggiunto che tali ferite da arma da fuoco si estendevano per tutto il corpo dell’attivista, includendo il cuore, il petto, i reni e le gambe. Frozan non aveva addosso il suo anello di fidanzamento, probabilmente rubato dai talebani, e non aveva con sé la sua borsa, anch’essa possibilmente sottratta dalle forze armate.

Nella giornata di giovedì 4 novembre, i talebani hanno portato in ospedale i corpi senza vita di due donne che non erano state identificate. Essendo state trovate vicino a due uomini, l’ipotesi della polizia era quella di una lite familiare. Nell’Afghanistan, la strategia di terrore dei talebani ha creato molta confusione. Da metà agosto, una gran parte della popolazione femminile afghana ha protestato duramente contro il regime talebano, chiedendo con veemenza il ripristino dei loro diritti e la protezione di questi. Mentre in Occidente la situazione che concerne l’Afghanistan fa sempre meno notizia, le donne perdono i loro diritti giorno dopo giorno: le ragazze non possono frequentare le scuole medie o i licei, il governo è tutto al maschile e le donne non possono fare la maggior parte dei lavori né praticare attività sportiva.

Un mese fa, sembra che Frozan abbia ricevuto una chiamata anonima. L’oggetto della chiamata consisteva nel raccogliere tutte le prove del suo lavoro da attivista e partire per una casa sicura. Da ciò, è andata via di casa, secondo quanto racconta la sorella Rita, ma non è più tornata. Chiaramente, Rita non si sbilancia riguardo la causa della morte della sorella, in quanto dichiara di non sapere chi l’abbia uccisa. Probabilmente, il timore di una ripercussione dei talebani nei suoi confronti le impedisce di dar sfogo alle sue perplessità riguardanti la morte della sorella.

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