AstraZeneca, dopo la morte di Camilla nessuno più ne parla. Ed è stato fatto sparire

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Repubblica, Huffington Post

Da mesi non si sente più parlare del vaccino anti Covid di AstraZeneca. Che fine ha fatto il vaccino di Oxford?

Getty Immages/Jorge Gil

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 4878 unità. Da ieri 37 morti e 3103 guariti. I casi attualmente positivi salgono ancora: 80.381, +1737 rispetto a ieri. Salgono anche i ricoveri: +49 mentre in terapia intensiva -3 assistiti da ieri.

Che fine ha fatto AstraZeneca?

Ha fatto tanto parlare di sé ma da mesi nemmeno più una parola. E’ AstraZeneca, il tanto discusso vaccino anti Covid sviluppato in collaborazione con l’Università di Oxford. Sviluppato secondo la tecnica del vettore virale, ha avuto meno fortuna dei concorrenti Pfizer e Moderna che vengono somministrati anche per le terze dosi. Il farmaco fece molto parlare di sè soprattutto dopo la morte della 18enne Camilla Canepa, deceduta per un’emorragia cerebrale proprio a seguito dell’inoculazione del vaccino anglo svedese. Abbandonato già da tempo da alcuni Paesi europei, anche l’Italia si appresta a dirgli addio. Che fine farà, quindi AstraZeneca?  Tra i Paesi ricchi c’è chi ha già organizzato donazioni in extremis a quelli più poveri per liberarsi del siero mal gradito. Altri, invece, hanno buttato milioni di fiale che erano prossime alla scadenza. L’Africa finora ha gettato centinaia di migliaia di fiale che le erano state donate quando già troppo vicine alla data di scadenza.

Nel nostro Paese, secondo i dati aggiornati del Governo, dal 23/08 al 29/08 le somministrazioni di AstraZeneca sono state circa 36 mila su quasi 1 milione 900 mila dosi di tutti i vaccini inoculati. Insomma: le sorti di AstraZeneca hanno seguito una parabola discendente. A metà luglio, le Regioni avevano chiesto alla struttura commissariale la sospensione delle consegne causa scarso utilizzo sia per AstraZeneca che Johnson&Johnson, altro vaccino a vettore virale.

Il Governo olandese ha scelto una strada discutibile: far scadere le fiale piuttosto che inviarle all’estero. A luglio sono state buttate via 600 dosi e i medici hanno stimato che altre 200 mila dosi di AstraZeneca faranno la stessa fine In generale, per quanto riguarda tutti i produttori e non esclusivamente AstraZeneca non c’è nessuno che tiene traccia delle dosi scadute in maniera sistematica, ha spiegato  Prashant Yadav, esperto di sistemi di approvvigionamento sanitario presso il Center for Global Development. Questo fa in modo che in tutto il mondo milioni di dosi vengano gettate, generando danno per la salute pubblica e spreco economico.

Intanto gli scienziati di AstraZeneca proseguono il loro lavoro e puntano ad un farmaco contro il Covid mirato alla profilassi pre-esposizione: un approccio già noto per l’Hiv.  Consiste nell’assunzione di un trattamento farmacologico in chiave preventiva, per evitare il contagio. AstraZeneca sta applicando questo metodo grazie al farmaco AZD7442: si tratta di una combinazione di due monoclonali derivati dai linfociti di persone guarite dal Covid e ingegnerizzati in modo da persistere nell’organismo per molti mesi. Lo studio di profilassi pre-esposizione  ha ridotto del 77% il rischio di sviluppare Covid-19 in forma sintomatica

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