La morte di Luana D’Orazio non ha insegnato nulla: Luisa, operaia tessile, muore come lei

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L’operaia Luisa Scapin ha lottato tre giorni tra la vita e la morte dopo l’ infortunio sul lavoro, ma alla fina non ce l’ ha fatta.

Tragedia nel Padovano dove un donna di 62 anni è morta durante il turno di lavoro. La vittima lavorava, infatti, in un’ azienda tessile, la Filtessil, sita nella località di San Giorgio in Bosco. Sembrava un giorno come gli altri, dove le abitudini lavorative si ripetevano e invece quel 21 ottobre le è stato fatale. Sulle dinamiche dell’ incidente si sta ancora cercando di far luce correttamente. Dalla ricostruzione dei fatti, pare che la donna sarebbe stata risucchiata in un macchinario avvolgi cavo nel quale era rimasto impigliato il camice. Un incidente molto simile a quello che, alcuni mesi fa, costò la vita a Luana D’Orazio. Inutile i tentativi disperati delle colleghe di rianimarla: una, in particolare, le avrebbe subito praticato il massaggio cardiaco. Poi la corsa frenetica all’ ospedale dove Luisa ha lottato per tre interminabili giorni.

Quella degli incidenti sul lavoro è un dramma ricorrente in Italia: nello stesso giorno della signora Scapin è morto un altro operaio presso la SDA di Bologna, dove il ragazzo, 22enne è rimasto schiacciato tra un camion e il muro al suo terzo giorno di lavoro. Ad inizio mese è stata un’ altra donna e madre a perdere la vita a Firenze: si chiamava Tiziana  Bruschi ed è morta travolta da un pancale. Secondo i dati Istat la situazione sarebbe allarmante: “Le denunce di infortuni sul lavoro nei primi otto mesi del 2021 sono aumentate dell’8,5% rispetto allo stesso periodo del 2020.” Quelli mortali sono stati 772,95 in più rispetto alla rilevazione di luglio.

Il governo fa sapere di star lavorando ad un piano nazionale per prevedere pene più severe e “immediate collaborazioni all’ interno dell’ azienda per individuare precocemente le debolezze in tema di sicurezza sul lavoro”. Nelle intenzioni vi è quella di prevedere sanzioni tempestive per tutte quelle imprese che non rispettano le regole, e una facilitazione nel raccogliere i dati per chi compie “violazioni all’ interno del tessuto economico”. Dal canto suo il Ministro del Lavoro Orlando fa sapere che gli infortuni sul lavoro sono anche costosi per le casse dello Stato e in particolare gravano sulla spesa sanitaria: conterebbero ben il 2,6 % del Pil.

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