Nadia muore dopo essersi vaccinata: a finire sotto accusa è il medico di base

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Today, Open

Aveva una storia clinica di trombosi, dopo essersi vaccinata accusava malessere e debolezza, così si è rivolta al suo medico che però le ha detto di non preoccuparsi. Ora è accusato di omicidio colposo.

Getty Immages/Donat Sorokin/foto d’archivio

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali di Covid sono saliti di 3794 unità. Da ieri 36 morti e 3673 guariti. I ricoverati segnano -25 mentre in terapia intensiva 356 assistiti, + 1 paziente da ieri.

Nadia si vaccina, poco dopo muore

Nadia Positello, 49 anni di Maser, in provincia di Treviso è morta lo scorso lunedì 11 ottobre. La donna due settimane prima, precisamente lunedì 27 settembre, si era sottoposta alla prima dose di vaccino anti covid-19 presso il centro di Vedelago. Nonostante la storia clinica fatta di tromboflebiti e trombosi superficiali, il medico di base le aveva dato il via libera per la somministrazione, così sotto suo consiglio Nadia si è recata al centro vaccinale. 

Proprio poco prima dell’inoculazione il dottore del centro, dopo aver saputo della storia medica della donna, avrebbe avuto qualche dubbio, poi risolto dopo la consultazione con un altro collega. Hanno così proseguito con la somministrazione della prima dose. Poco dopo Nadia Positello inizia ad accusare alcuni sintomi, come debolezza e mancanza di respiro. Informa immediatamente il medico di base che le aveva consigliato la somministrazione del vaccino, ma lui la tranquillizza, le dice di riposarsi a casa e di presentarsi al pronto soccorso solo se il malessere non fosse cessato. 

Nadia è morta poco tempo dopo per una embolia al polmone sinistro, provocata da una trombosi alla gamba sinistra. Bisognerà attendere novanta giorni – tempo necessario per effettuare gli esami istologici – per essere sicuri che non ci sia una correlazione fra vaccino e la morte della donna, ma per ora, l’autopsia, eseguita dal consulente della Procura di Treviso, dichiara colpevole il medico di base della donna. È stato aperto infatti un fascicolo per omicidio colposo a carico dell’uomo, dal momento che l’autopsia ha rivelato anche che se Nadia Positello fosse stata mandata immediatamente al pronto soccorso, i medici di sarebbero accorti della trombosi evitando probabilmente la creazione dell’embolo e salvandole così la vita. 

 

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