Un medico ha chiesto per anni ai malati di cancro soldi per medicine gratuite. Si è comprato case e terreni

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Fonti ed evidenze: huffingtonpost

Giuseppe Rizzi, medico di Bari, chiedeva soldi per somministrare farmaci gratuiti. 14 le vittime e 3 milioni di euro rubati.

Chris Hondros/Getty Images

 

È stato arrestato nel maggio scorso, il medico oncologo Giuseppe Rizzi, ora indagato per concussione. All’Istituto tumori di Bari, Rizzi avrebbe eseguito sui suoi pazienti oncologici prestazioni mediche, tra cui iniezioni di un medicinale gratuito, facendosi invece pagare una somma ingente di denaro. 14 sarebbero le vittime e l’ammontare della frode è di 3 milioni di euro, tra cui immobili di pregio, disponibilità finanziarie e terreni, beni che ora sono stati sequestrati dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza.

Giuseppe Rizzi si faceva consegnare i soldi dai suoi pazienti direttamente in ospedale, oppure, grazie alla complicità della compagna e co-indagata Maria Antonietta Sancipriani, avvocato, venivano trasferiti nel Caf gestito dalla donna, “adibito nell’occasione ad ambulatorio medico di certa natura illegale.” Durante le indagini sono state trovate transazioni finanziare che hanno accertato una sproporzione “ingiustificata” tra il reddito dichiarato e i beni nella disponibilità del medico, quantificata in oltre 2,5 milioni di euro, come si legge negli atti. Tra i sequestri emessi dal gip del Tribunale di Bari su richiesta della Procura, troviamo una villa a Bari-Palese, alcuni terreni a Bitonto e dei saldi attivi di rapporti bancari. Sequestrati anche reperti archeologici di grande valore e 1,9 milioni di euro in contanti, nascosti in casa del medico.

Le indagini sono partite grazie alla denuncia di un solo paziente, ma nel corso delle verifiche, sono state accertate altre 13 persone, tutte vittime di Giuseppe Rizzi. Il medico approfittava delle gravi condizioni psico-fisiche dei suoi pazienti, che hanno poi testimoniato “di essersi trovate in una situazione di soggezione e di reverenza, oltre che di totale fiducia nel loro medico, tale da essere state indotte a riconoscerlo quale unico referente in grado di garantire loro la sopravvivenza e così ottenendo illecitamente cospicue somme di denaro contante, regalie di notevole valore, lavori edili ed altre utilità.”

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