Benigni non deve ringraziare la moglie. Questa è cultura patriarcale, dice Michela Murgia

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Fonti ed evidenze: Espresso, Giornale

L’attore Roberto Benigni è il nuovo bersaglio della scrittrice Michela Murgia. Il malcapitato sarebbe reo di aver ringraziato la moglie al Festival del cinema di Venezia.

La buona educazione , impartitaci fin da piccoli, impone di dire “per favore ” e “grazie” a chiunque ci faccia un favore. Ma talvolta diciamo “grazie” anche a chi, semplicemente con la sua presenza, ci ha supportato e dato forza e coraggio per andare avanti e raggiungere determinati traguardi. E così ha fatto l’attore Roberto Benigni che durante il Festival del Cinema di Venezia ha voluto rendere omaggio alla moglie – la famosa attrice Nicoletta Braschi che, in quanto a fama e successo ha ben poco da invidiare al coniuge – per essere stata la sua “musa” e averlo sempre sostenuto. Tanto è bastato a far scattare la polemica. Ad intervenire dalla pagine dell’Espresso, la scrittrice Michela Murgia. Murgia, dopo il suo feroce attacco alla lingua italiana ritenuta discriminatoria, ora si è lanciata in un attacco non meno duro rivolto a Benigni accusato di portare avanti un modello di maschilismo di stampo patriarcale: “Il mito della musa ispiratrice è uno dei fondamentali essenziali dell’immaginario del patriarcato. Il racconto della donna in ombra che con la sua silente forza sostiene il percorso luminoso del suo compagno”.

A prescindere dal pensiero personale di ciascuno è innegabile che Nicoletta Braschi tutto può essere fuorché una donne nell’ombra. Ha preso parte – con ruoli primari – pellicole del calibro di “La vita è Bella” e “Pinocchio“. E’ un’attrice conosciuta a livello mondiale, non una “musa silente”. Ma dal punto di vista di Murgia, evidentemente, non basta in quanto – sottolinea la scrittrice – che “le donne non hanno mai avuto le stesse opportunità di emergere dei loro colleghi o compagni“. E, se in alcune situazioni può essere certamente vero, quest’affermazione ben poco si confà al caso specifico della coppia Benigni- Braschi. Forse un vero gesto femminista sarebbe stato quello di non scrivere un monologo ma intervistare la diretta interessata – Nicoletta Braschi – e chiedere a lei cosa ne pensa delle parole del marito a Venezia. Perché uno dei pilastri del vero femminismo – che nulla ha a che vedere con la retorica femminista – è che non esiste “la donna”ma esistono “le donne”, ognuna con una propria personalità e un proprio modo di pensare.

 

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