Picchiata in strada, nessuno mi ha aiutata. Ho sentito rompersi i denti, dice Beatrice

0
93
Fonti ed evidenze: Il Giornale

Aggredita e picchiata in strada da madre padre figlio e fidanzata del figlio mentre stava andando dal tabaccaio, non è stata aiutata da nessuno, ora la denuncia e pubblica le foto sui social 

Beatrice Lucrezia Orlando
Beatrice Lucrezia Orlando/Facebook

Beatrice Lucrezia Orlando professoressa 42enne di Ferrara è stata aggredita e picchiata lo scorso 6 agosto mentre era uscita in bicicletta per andare dal tabaccaio. Gli aggressori sono un’intera famiglia composta da madre, padre, figlio e fidanzata del figlio molto probabilmente di origine campana, a quanto riferisce la vittima. Il pestaggio è avvenuto in pieno giorno per le strade di Tortora, in provincia di Cosenza, e dalla dinamica raccontata dalla vittima sembra un agguato ben organizzato, una vera e propria spedizione punitiva in stile mafioso. La donna, ricercatrice senior in economia e innovazione sostenibile presso l’università di Ferrara, era in vacanza con i suoi genitori a Tortora quando il 4 agosto aveva avuto un brutto litigio con una vicina di casa per colpa di una ciotola: la docente aveva notato vicino la sua abitazione una cagnolina stanca e denutrita con i suoi cuccioli, e spinta dalla compassione gli aveva dato cibo e acqua in delle ciotole, con l’intenzione di chiamare l’Enpa e occuparsi dei cuccioli.

La vicina di casa non avrebbe gradito il gesto e aveva cominciato ad inveire contro la Orlando perché a detta sua le ciotole erano state sistemate proprio davanti alla porta della sua abitazione. La lite lascia la ricercatrice scioccata e con l’intenzione di sporgere denuncia “avrei voluto andare subito a sporgere denuncia, mia madre mi ha convinta a lasciare perdere. Anche se quelle urla mi avevano scosso non poco, perché non c’era neppure una spiegazione razionale a quanto stava accadendo” aveva dichiarato la donna.

Qualche giorno, dopo il pestaggio: mentre la madre la teneva ferma e la graffiava, il padre e il figlio la picchiavano con pugni sul viso, nello stomaco e sulla schiena; la fidanzata del figlio intanto le aveva preso il telefono per evitare che chiamasse i soccorsi. Un’esecuzione che ha coinvolto tutta la famiglia che si è conclusa solo quando la vittima era ormai tramortita a terra. La donna ha raccontato di “pugni di una tale violenza che ad un certo punto ho sentito rompersi i denti. L’ultimo atto: prima di dileguarsi, il figlio mi ha schiacciato con la bici”. Poco dopo la donna ha denunciato il fatto ai carabinieri di Paola e Potenza nonostante le minacce di morte ricevute dagli aggressori, e insieme alla denuncia la Orlando ha pubblicato un post su Facebook in cui oltre a raccontare la sua storia ha anche condiviso le foto del suo volto tumefatto e sanguinante reduce dalla violenza subita. Tanta paura ma anche tantissimo coraggio da parte della professoressa che si è ritrovata completamente sola davanti agli aggressori, in quella che potrebbe sembrare una scena di Gomorra e che fa riflettere sulle parole pronunciate proprio da Saviano sulla criminalità organizzata e sulle famiglie pochi giorni fa. Tutto ciò mentre i passanti voltavano la testa dall’altra parte. E anche questo dovrebbe far riflettere.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui