Si è spento dopo una partita di calcetto con gli amici il Carabiniere Eugenio Fasano. La famiglia però non crede ad un incidente ed avanza una querela.

Eugenio Fasano 28 luglio 2021 leggilo.org

Doveva essere una partita di calcetto tra amici ed invece quella a cui ha preso parte Eugenio Fasano, 39 anni, si è trasformata in una tragedia per l’uomo e per la sua famiglia. Il maresciallo dei Carabinieri è deceduto il 24 gennaio del 2019 dopo una partita con gli amici, un normale momento di svago in mezzo alla settimana che ha avuto un epilogo tremendo quanto impensabile: secondo la famiglia l’ipotesi avanzata dai medici del 118 che provarono a salvare l’uomo – giunto in ospedale a Roma in condizioni molto gravi – di un collasso cardiocircolatorio dovuto al troppo sforzo nel corso dell’attività sportiva non è attendibile. Per questo, un anno dopo il decesso di Eugenio Fasano la famiglia ha presentato una querela che adesso inizia ad essere seguita con attenzione dalla Procura della Capitale.

La moglie di Eugenio Fasano parla di troppe incongruenze nei momenti immediatamente successivi al ricovero in ospedale: “Chiedevamo chi fossero i giocatori, dove si era giocata la partita, chi era l’arbitro, se il centro fosse dotato di servizio medico e di defibrillatore, ma ogni tentativo è stato vano“, racconta la donna che pure al pronto soccorso ha incontrato molti colleghi del marito, nessuno dei quali è stato in grado di rispondere alle domande. Le lesioni trovate sul corpo del marito – secondo il medico legale che segue il caso – difficilmente possono essere dovute ad una manovra di rianimazione CPR come affermato inizialmente dai dottori: l’uomo è arrivato in ospedale con alcune costole e lo sterno fratturati ed un’arteria danneggiata. Lesioni che più che ad una rianimazione troppo vigorosa fanno pensare ad un’aggressione. La Procura di Roma segue ora il caso per accertare la dinamica della scomparsa dell’uomo, mai del tutto approfondita secondo la famiglia.

 

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