In pochi giorni 21 morti, mortalità all’80 per cento, nessuna cura. E’ un virus, ma non è il Covid

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, TgCom24, Repubblica

 

Se pensavamo di aver visto il peggio del peggio con il Covid, sbagliavamo. Scoperto un altro virus con un tasso di mortalità elevatissimo che ha già fatto 21 vittime.

virus macachi
Getty Immages/Hugh Hastings

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali sono saliti di 5143 unità. Da ieri 17 morti. Totale persone vaccinate: 29.006.660

L’incubo di un nuovo virus

L’incubo del Covid ci ha segnati: abbiamo affrontato un virus sconosciuto a tutto il mondo, senza essere minimamente preparati. Un virus che nel giro di poco ha completamente stravolto le nostre abitudini, le nostre vite e, talvolta, ci ha portato via amici, parenti, affetti. Ma il peggio  potrebbe non essere ancora venuto. E non parliamo della variante Delta che sta avanzando ad un ritmo preoccupante. No: si tratta di un nuovo virus che potrebbe causare ancora più decessi del Covid. Si tratta del virus Herpes B dei macachi: si è già registrata la prima vittima, un veterinario di 53 anni di Pechino.  Si tratta del primo caso umano documentato di questo virus in Cina. Stando alle ricostruzioni delle autorità cinesi, l’uomo aveva lavorato in un istituto di ricerca specializzato nell’allevamento di primati e avrebbe sezionato due scimmie morte a marzo. Da questi avrebbe contratto il virus che lo ha portato al decesso lo scorso 27 maggio. Un altro virus che può compiere il salto da una specie all’altra, pertanto. Prima di morire, avrebbe accusato sintomi piuttosto comuni a quelli dell’ influenza stagionale: febbre, nausea e vomito.

Le analisi del sangue e della saliva della vittima hanno poi  rilevato la presenza deI virus Herpes B.  Se non trattata, la malattia provocata dal virus ha un tasso di mortalità che sfiora l’80%. E, al momento, non esiste un vaccino che impedisca di contrarre l’infezione nonostante le prime notizie di esso risalgano addirittura al 1932. Da allora, tuttavia, si sono registrati solo 50 casi e 21 decessi in tutto il mondo. La maggior parte di coloro che avevano contratto l’Herpes B era stata graffiata o morsa da una scimmia. I sintomi – a differenza del Covid – non si manifestano immediatamente ma solo dopo un mese e non è facile ricondurli subito al virus dei macachi poiché somigliano molto a quelli dell’influenza: brividi, febbre, nausea, mal di testa, dolori muscolari. Qualora la malattia non venisse curata e avanzasse allora si potrebbero verificare danni davvero molto seri come infiammazione del cervello, del midollo spinale, problemi di coordinazione muscolare e danni gravi al sistema nervoso. Tuttavia una buona notizia c’è: il virus può fare il salto interspecie ma poi non si passa tra un essere umano e l’altro.

 

 

 

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