Ragazzo suicida a Benevento, il padre ritratta: “Il razzismo ha avuto un ruolo nella sua vita”

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Il padre di Seid Visin, inizialmente convinto che il figlio si fosse tolto la vita per altre ragioni, dice di aver scoperto qualcosa: il razzismo è un movente plausibile.

Seid Visin 20 luglio 2021 leggilo.org

Può capitare che un genitore non si renda davvero conto della sofferenza del figlio: sembra essere questo il caso di Seid Visin che forse celando dentro di se un risentimento a cui aveva dato sfogo soltanto sui social aveva convinto i suoi genitori di stare bene e di non aver subito episodi di razzismo, una tesi che ora il padre del ragazzo sta ritrattando. Il caso risalente ad un mese fa vide la giovane promessa del Milan che era tornato a casa e viveva a Benevento, togliersi la vita, senza un’apparente ragione: indagando sulla sua pagina Facebook però qualche amico era riuscito a trovare un vecchio post in cui il ragazzo – nato in Italia ma dai tratti africani – lanciava un grido di sfogo contro alcuni episodi di discriminazione razziale che lo avevano visto protagonista, come un caso in cui i clienti del luogo in cui lavorava lo avevano accusato senza tanti giri di parole di rubare il lavoro agli italiani, ignorando che Seid Visin era italiano a sua volta. Una sequela di prepotenze verbali che il giovane alla fine non ha più retto.

Il padre di Seid Visin aveva inizialmente chiesto ai giornali di pubblicare una rettifica“Mio figlio non ha mai subito episodi di razzismo”, diceva il padre subito dopo la tragedia. Ma forse, il genitore stava solo cercando di razionalizzare quanto accaduto perchè adesso ha pubblicato una rettifica. “Adesso ci è tutto chiaro. E io e mia moglie abbiamo deciso che daremo voce al pensiero di Seid, porteremo avanti la sua lotta contro il razzismo e contro ogni tipo di discriminazione”, dice l’uomo ad un intervista rilasciata al Corriere della Sera dopo aver evidentemente raccolto testimonianze sulla vita di un ragazzo scomparso troppo presto. L’uomo conferma alcuni degli episodi che Seid aveva raccontato di aver subito sui social: Abbiamo alzato dei muri per difenderci dal dolore e per respingere un assalto mediatico che non ci aspettavamo. Non era tempo per ragionare su quello che ci era caduto addosso. Ora invece lo sappiamo: sì, il razzismo ha contato nella vita e nella morte di nostro figlio”, conclude l’uomo.

I commenti e le frasi al vetriolo dei clienti. Le battute di alcuni compagni di squadra che anche se soltanto in modo scherzoso lo chiamavano “negro” contribuendo però a far sentire quel giovane sempre più inadeguato e fuori posto: “Ora so che ogni parola può aprire una ferita. Che erano ferite anche le parole di qualche nostro parente disoccupato che diceva ‘vengono qui e ci rubano il lavoro”, prosegue i padre. I genitori di Seid Visin hanno deciso di fare qualcosa per impedire che una cosa simile possa succedere ancora e porteranno l’ultima lettera pubblicata dal ragazzo sui social network per le scuole: “Partiremo dalla sua lettera. La leggeremo e la discuteremo nelle scuole, nei campi di calcio, nelle conferenze. Lo faremo per lui e per ogni Seid che si sente fuori posto per il colore della sua pelle”, dice l’uomo.

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