In un’intercettazione ammette di aver lanciato dalle scale Maria, la fidanzata: i giudici lo assolvono

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Fonti ed evidenze: Fanpage, Corriere di Viterbo

Si chiude il caso Sestina Arcuri relativo all’omicidio della giovane Maria. Dopo due anni il presunto omicida torna a piede libero.

caso sestina arcuri

 

Se il caso Vannini si è chiuso con la condanna di tutta la famiglia Ciontoli, ben diverso l’epilogo per il caso Sestina Arcuri relativo alla morte della 26enne Maria. La ragazza morì per una frattura del cranio provocatale da una caduta dalle scale. Unico indiziato, fin da subito, fu il fidanzato della giovane: Andrea Landolfi. Landolfi, infatti, era con lei a casa della nonna quella sera. E – secondo il legale della famiglia Arcuri – l’avvocato Vincenzo Luccisano, le possibilità erano solo due: o Maria quella sera si era gettata volontariamente dalle scale oppure qualcuno l’aveva buttata. Poiché la frattura del cranio riportata dalla donna non era compatibile con un rotolamento legato, eventualmente, ad un incidente. A ciò si aggiungeva il fatto che, la sera in cui la giovane è morta, aveva chiamato un bed and breakfast: indizio che indicava che la ragazza aveva paura di tornare a dormire a casa con il fidanzato. E’ emerso, infatti, che Maria voleva lasciare Andrea.

Fino a giugno Landolfi rischiava addirittura l’ergastolo. Infatti diversi erano gli elementi che giocavano contro di lui. A partire dal fatto che, in un’intercettazione telefonica, si sentiva il ragazzo stesso affermare di “aver lanciato” Maria. Stessa versione udita anche. E anche la nonna del ragazzo – nella cui casa si svolse la tragedia – si era lasciata sfuggire, sempre in un’intercettazione,  di aver visto il nipote buttare la fidanzata dalla scale. I giudici, poi, si erano risolti per una condanna a 25 anni per omicidio volontario. Ma ieri, tutto è cambiato: la Corte dopo 10 ore e mezzo di camera di consiglio ha  disposto l’immediata scarcerazione del ragazzo. Il pugile è stato assolto non solo dall’accusa di omicidio ma anche da quella di omissione di soccorso.  Dopo il verdetto Andrea Landolfi è stato condotto a Regina Coeli dove poi dopocena è stato raggiunto da familiari che lo hanno riportato a casa una volta fatti i bagagli.

Tutte le dissertazioni dell’accusa sono state  capovolte dai difensori dell’imputato, gli avvocati Serena Gasperini e Daniele Fabrizi, i quali hanno respinto al mittente tali disquisizioni, proponendo invece una lettura alternativa. La difesa ha parlato di “forzature costanti”. D’altro canto il pubblico ministero Franco Pacifici ha ritenuto che la difesa abbia mistificato le prove, e il legale di parte civile ha ribadito che il 32enne e i suoi parenti abbiano fuorviato le indagini. L’unica certezza è che Maria Sestina Arcuri è morta a 26 anni e, a questo punto, nessuno sa come.

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