Lui con il suo complice, attende Giovanni, 69 anni, al bancomat e lo uccide a sangue freddo

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Huffington Post

Giovanni Caramuscio è stato ucciso durante un tentativo di rapina a Lequile, in provincia di Lecce, davanti agli occhi increduli della moglie. 

Paulin Mecaj/Facebook

Aggredito e ucciso in strada, a sangue freddo, mentre prelevava contanti da uno sportello bancomat. E’ morto così Giovanni Caramuscio, 69 anni, ex funzionario di banca ora in pensione. L’omicidio, consumatosi davanti agli occhi della moglie, è avvenuto a Lequile, piccolo paese nella provincia di Lecce, dove la coppia aveva passato la serata in compagnia di alcuni parenti: i due stavano per fare ritorno a casa, a Monteroni, altro Comune salentino non distante dal luogo del delitto.

E invece Giovanni a casa non ci è mai arrivato: mentre ritirava il denaro dallo sportello è stato avvicinato da due rapinatori che lo hanno aggredito e, di fronte alla sua reazione, hanno aperto il fuoco, colpendolo due volte al torace. Straziante il racconto della moglie, che raggiunta da Il Corriere della Sera ricorda quei terribili attimi: “Ho visto Giovanni crollare a terra, sono corsa verso di lui, ho cercato di aiutarlo a rialzarsi. Ma lui era ormai morto. Non ci credevo, lì davanti a me. E non ci credo ancora adesso“.

Nel giro di poche ore i Carabinieri sono riusciti ad identificare uno dei due presunti aggressori in Mecaj Paulin, trentunenne albanese che è ora accusato di omicidio in concorso con un’altra persona, alla cui identità i militari dell’Arma non sono ancora riusciti a risalire. In casa dell’accusato, dove i Carabinieri sono accorsi e hanno bloccato l’aggressore mentre cercava di liberarsi degli abiti con cui aveva compiuto il delitto, è stata rinvenuta la Beretta calibro 9 – con matricola cancellata – utilizzata per uccidere Giovanni Caramuscio.

Decisivo, nell’identificazione dell’uomo, il contributo di un testimone che  dopo la rapina ha visto una persona gettare una busta in un pozzo poco distante dal luogo del delitto. A seguito di un controllo, i Carabinieri hanno recuperato l’involto, al cui interno si trovano alcuni degli indumenti utilizzati dai rapinatori. Gli abiti hanno aiutato i militari a risalire a Paulin, la cui casa si trova a poca distanza dal pozzo. Ora le ricerche sono concentrate sull’identificazione del complice.

Particolarmente utili anche le immagini ottenute dalle telecamere di sicurezza presenti sul posto, che hanno permesso di ricostruire rapidamente la scena dell’aggressione: poco prima della mezzanotte Caramuscio si è avvicinato allo sportello bancomat; subito dopo di lui, sono comparsi i due uomini che – con i volti coperti dalle mascherine e con un cappuccio calato sopra la testa – lo hanno aggredito alle spalle, minacciandolo con la pistola nel tentativo di costringerlo a prelevare il massimo del contante possibile. L’uomo a quel punto ha reagito, spintonando uno dei rapinatori e facendogli perdere l’equilibrio; l’altro aggressore, armato di pistola, ha esploso diversi colpi, due dei quali hanno colpito Caramuscio al torace.

La morte di Giovanni Caramuscio è l’ennesimo episodio di cronaca che si registra, in queste settimane estive, nella provincia di Lecce. Soltanto pochi giorni fa, infatti, l’area era stata sconvolta da altre due tragedie: un drammatico incidente stradale e la morte in mare di una coppia di giovani fidanzati.

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