Una donna di Napoli, Lucia Caiazza è stata una delle tante vittime di violenza domestica durante il lockdown, uccisa dall’ex. La sentenza è arrivata.

Lucia Caiazza 15 luglio 2021 leggilo.org

Picchiata a morte dall’ex compagno: così Lucia Caiazza durante il lockdown è diventata un’altra delle vittime di femminicidio, rinchiusa a forza tra le mura domestiche con il proprio carnefice. Il suo omicida sarebbe il suo ex compagno, Vincenzo Garzia di 47 anni, che avrebbe aggredito la 52enne per un banale litigio il nel maggio del 2020, presumibilmente tra il 4 ed il 10: a nulla è valso il ricovero in ospedale a cui Lucia era stata costretta a causa di tremende fitte all’addome, effetto dell’aggressione spietata. Il 14 maggio dopo alcuni giorni di lotta tra la vita e la morte infatti Lucia Caiazza si è spenta sotto i ferri dei medici di Napoli che stavano tentando di salvarla da una grave emorragia interna. L’autopsia sul corpo della donna non aveva lasciato molti dubbi agli investigatori: la causa del decesso è stata attribuita da subito ad un violento pestaggio che non ha lasciato scampo alla donna, ferendola in modo molto grave.

Così, proprio in questi giorni Garzia è andato finalmente a processo di fronte al Tribunale di Napoli con l’accusa di omicidio aggravato dai futili motivi e prove schiaccianti a suo carico: la pena di 20 anni chiesta dall’accusa che rappresenta la defunta Lucia risulta lievemente scontata ma Garzia sconterà comunque un minimo di 16 anni dietro le sbarre. Una pena che purtroppo non cancella il dramma: Lucia aveva subito già in passato violenze, mai denunciate per paura di quell’uomo violento con cui era rimasta intrappolata in casa nonostante la separazione. Una tragedia purtroppo non isolata: nell’ultimo anno le donne vittime di violenza ed omicidio ad opera del proprio compagno o – come in questo caso – ex compagno sono aumentate e molti casi non sono stati denunciati fino al peggior epilogo possibile.

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