Alessandro, una serata insieme agli amici e dopo la fine. Antonio lo raggiunge a poche ore di distanza

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Fonti ed evidenze: Messaggero, RomaToday

Alessandro Rega, 25 anni, di Acilia, ha perso la vita in un tremendo incidente stradale verificatosi all’alba di domenica mattina ad Ostia. Gravemente feriti anche tre suoi giovanissimi amici.

alessandro rega
Alessandro Rega/Facebook

Un terribile incidente stradale si è verificato all’alba di domenica scorsa, 11 luglio, ad Ostia, lungo via Cristoforo Colombo, all’angolo con via del Canale della Lingua. Lo scontro ha visto coinvolte complessivamente tre auto ed ha causato un bilancio drammatico: una persona è morta e tre sono rimaste gravemente ferite. La vittima si chiamava Alessandro Rega, aveva 25 anni ed era originario di Acilia, Comune nell’area della Città Metropolitana di Roma. Alessandro è la quindicesima vittima sulle strade della Capitale dall’inizio del mese di giugno, una scia di sangue che non accenna a fermarsi.

Secondo le prime ricostruzioni effettuate dalla Polizia Locale, era seduto sul sedile posteriore di una Smart For Four, finita in una drammatica carambola con una Fiat 500 e una Ford Ka. Ad avere la peggio, però, sono stati i passeggeri della prima auto, visto che anche tre amici di Alessandro – tutti giovanissimi: due ventiduenni e un ventitreenne – sono finiti in prognosi riservata negli ospedali romani San Camillo e Gemelli. Lunedì è morto anche Antonio Bevilacqua di 23 anni.

Ad innescare l’incidente sarebbe stata una delle tre auto che, dalle verifiche effettuate sul posto, avrebbe ignorato un semaforo rosso, invadendo la carreggiata invece di fermare la propria corsa. Per questo, come da prassi, la Polizia Locale ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e, oltre ai rilievi e alle verifiche effettuate subito dopo l’incidente, ha disposto gli esami tossicologici per la vittima e per tutti i conducenti dei tre veicoli, due di quali – una donna di 33 anni alla guida della Ford Ka e un uomo che viaggiava a bordo della Fiat 500 – sono rimasti miracolosamente illesi.

Sui social, nel frattempo, la notizia della morte di Alessandro Rega si è diffusa rapidamente e presto sono apparsi numerosi messaggi di cordoglio per la scomparsa del giovane: “Tutti dicevano che ci assomigliavamo ti ho visto crescere sei sempre stato leale e di cuore con me questo non lo dimenticherò mai, l’altro ieri siamo stati assieme non ci posso credere amico mio“, scrive Alessandro C. per ricordare l’amico su Instagram.

Il terribile incidente – che vede coinvolti quattro ragazzi molto giovani, come nel drammatico scontro avvenuto pochi giorni fa a Lecce – riaccende le polemiche sulla sicurezza stradale nella Capitale e, in particolare, su Via Cristoforo Colombo: “Da tempo sottolineiamo come la Colombo, strada riconosciuta essenziale per gli spostamenti dal Piano generale del traffico urbano di Roma Capitale, approvato nel 2015, e con un tasso di sinistrosità stradale, spesso molto grave, tra i più alti della intera città, abbisogni di interventi di modifica infrastrutturale funzionali per renderla più scorrevole ma soprattutto più sicura“, scrivono Raffaele Paciocca – RSU CISL FP – e Andrea Venanzoni, dirigente CISL FP.

Il dato di fatto è che attorno a questa strada sono cresciute nel corso dei decenni autentiche città nella città, con una mole crescente di veicoli in transito e vie di immissione ormai palesemente inadeguate“, spiegano ancora i due sindacalisti. Circostanze che, oltre ad accrescere il flusso di veicoli, rendono maggiormente pericolosi gli incroci lungo l’arteria che da Roma conduce al mare: “Ogni intersezione diventa un potenziale pericolo, e il lavoro della Polizia Locale si rende improbo e soprattutto teso solo ad accertamenti ex post, nella impossibilità di intervenire in chiave preventiva“, si legge nella nota diramata dopo la tragedia, nella quale Paciocca e Venanzoni chiedono alle istituzioni “interventi infrastrutturali” e l’approvazione di un “regolamento generale sulla videosorveglianza utile per presidiare anche la Colombo e permettere un monitoraggio in tempo reale dei flussi e delle criticità e aiutare la ricostruzione ex post, per attribuire le responsabilità, a volte penali“.

 

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