“Volevo uccidere Chiara qualche giorno fa, ho dovuto rimandare”, dice il sedicenne

0
113
Fonti ed evidenze: Stampa, Fanpage

Dalla confessione dell’assassino di Chiara Gualzetti emerge un tentativo di uccidere la ragazza già nei giorni precedenti al delitto: “Alcuni giorni prima volevo ucciderla ma assieme a noi c’erano altri ragazzi e ho dovuto rinviare“.

chiara gualzetti
Chiara Gualzetti/Facebook

L’assassino di Chiara Gualzetti aveva già tentato di uccidere la ragazza di 15 anni, accoltellata a morte nel Comune di Valsamoggia, in provincia di Bologna, da un amico e coetaneo. A confessarlo è lo stesso omicida, che ha ammesso di fronte al giudice per le indagini preliminari del Tribunale dei Minori di aver provato, nei giorni precedenti al delitto, ad ammazzare Chiara: “Alcuni giorni prima volevo ucciderla, ma assieme a noi c’erano altri ragazzi e ho dovuto rinviare“, ha affermato il sedicenne durante l’udienza per la convalida del fermo. L’assassino ha poi confermato la confessione che aveva reso lunedì notte ai Carabinieri e al pubblico ministero Simone Purgato, ribadendo di aver agito sotto la guida delle voci demoniache che rimbombavano nella sua testa.

Nell’ordinanza con cui il gip Luigi Martello ha confermato la custodia cautelare in carcere per il sedicenne, si legge che l’assassino non avrebbe mostrato il minimo segno di pentimento, ragione che avrebbe convinto – insieme a una serie di altri elementi – a convalidare la misura di custodia a carico del ragazzo. Martello scrive che la detenzione dell’omicida è anche necessaria al fine di “evitare la commissione di reati della stessa indole attesa la mancanza di scrupoli, di freni inibitori, di motivazioni e di segnali di resipiscenza quasi emergono dal tenore dei messaggi vocali inviati ad un’amica subito dopo i fatti“. Il comportamento del sedicenne, caratterizzato da picchi estremi di violenza, “rende particolarmente elevata la pericolosità attinente al rischio di reiterazione del reato“.

Alla luce di queste valutazioni, il Gip ritiene il carcere l’unica misura idonea per l’assassino di Chiara, data “la estrema violenza e la determinazione dimostrate durante tutto il corso dell’aggressione, che ha avuto una durata significativa” e nel corso della quale il giovane ha colpito “ripetutamente con violenza con coltellate al collo, al petto ed alla gola la vittima“. Anche l’autopsia effettuata sul corpo della quindicenne ha confermato la dinamica dell’omicidio, con la morte sopraggiunta quasi subito a causa di due fendenti al petto. Uno strazio che è proseguito con una serie di calci che il sedicenne ha sferrato sul corpo della sua vittima e che denotano “l’incapacità di autocontrollo, il che rende particolarmente elevata la pericolosità attinente al rischio di reiterazione del reato“.

Il ragazzo era stato seguito, in passato da uno psicologo, che dopo tre sedute aveva consigliato alla famiglia di proseguire la terapia presso uno psichiatra.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui