Greta poteva salvarsi e tornare a casa, è morta annegata mentre i turisti si allontanavano

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Fonti ed evidenze: Messaggero, BresciaToday

L’autopsia sul corpo di Greta Nedrotti conferma che la ragazza, dopo l’incidente nel Lago di Garda con il motoscafo dei due turisti tedeschi Patrick Kassen e Cristian Teismann, è morta annegata: soccorsi immediati avrebbero forse potuto salvarle la vita.

greta nedrotti
Greta Nedrotti/Facebook

Quello del motoscafo “Riva Acquarama” contro la barca in legno a bordo della quale si trovavano Umberto Garzarella e Greta Nedrotti è stato un impatto violentissimo. Uno scontro talmente forte da uccidere sul colpo l’uomo, martoriato dalle eliche e dal timone del motoscafo che – planando sopra la piccola imbarcazione – gli è passato sopra. Ma per lei, per Greta – recuperata a 90 metri di profondità, la gambe amputate – forse c’era una speranza. Forse avrebbe potuto salvarsi, se i due turisti tedeschi a bordo del motoscafo, invece di proseguire nella loro navigazione, si fossero fermati a prestare soccorso.

Pensavamo di aver centrato un ramo o una boa“, hanno raccontato Patrick Kassen e Cristian Teismann nel loro interrogatorio. E per questo, hanno spiegato agli inquirenti, hanno soltanto rallentato un po’ la loro velocità, facendo poi ritorno al rimessaggio del cantiere Arcangeli, come testimoniato da un video delle telecamere di sicurezza, in cui i due si vedono fare ritorno sulla terraferma in condizioni visibilmente inadatte alla guida di qualsiasi mezzo di trasporto: completamente ubriachi, al punto che uno dei due, appena messo piede a terra, perde l’equilibrio finendo rovinosamente in acqua.

A Salò regna lo sgomento e monta la rabbia: “Se avessero spento il motore avrebbero salvato almeno la ragazza, perché lei è morta annegata“, si ripeteva già da qualche giorno. Una circostanza confermata ora dall’autopsia cui è stato sottoposto il corpo di Greta, che ha riportato fratture scomposte alle gambe, alle braccia, al bacino e al cranio, ma che è deceduta a causa di un annegamento. La conferma definitiva è arrivata dalla tac effettuata all’altezza del torace e della gola. Una morte atroce, con le difficoltà nel recupero del corpo che hanno reso ancor più straziante il dolore per i familiari e gli amici della ragazza, ripescata dalle acque del lago a largo di Portese nel pomeriggio di domenica; il cadavere di Umberto Garzarella, invece, era stato recuperato in mattinata a bordo del gozzo in legno sui cui si trovavano i due, identificato da un pescatore di San Felice.

La prua era sventrata. Da come era conciata, si capisce che il Riva andava veloce. Probabilmente molto più dei 3-5 nodi di massima obbligatori all’interno del golfo. E la barca dei ragazzi aveva la luce di posizione accesa, quindi era visibile“, ha spiegato il sindaco di Salò Giampiero Cipani. Uno scontro tanto duro da danneggiare seriamente anche il motoscafo dei due tedeschi, che all’arrivo al rimessaggio stava per affondare: un altro diportista, che stava facendo rientro proprio in quel momento, notato lo stato del “Riva Acquarama” aveva chiesto aiuto ai titolari per metterlo in sicurezza. “Cosa è successo?“, aveva domandato, sentendosi rispondere “abbiamo sbattuto contro qualcosa, ma non sappiamo di cosa si tratta“.

E’ possibile che in quel momento, Greta fosse ancora viva. Ma nessuno, nel rimessaggio, può pensare a una tragedia di questa portata e la questione finisce lì. Anche perché – come testimoniato da diverse persone che, in paese, avevano visto i due bere molto già dal pomeriggio, mentre assistevano alla partita della Germania – Kassen e Teismann appaiono alterati e non in grado di ricostruire con esattezza quanto accaduto. Agli atti dell’inchiesta ci sono foto e video che dimostrerebbero che i due avevano alzato il gomito parecchio, durante la giornata.

In uno scatto pubblicato dal quotidiano tedesco Bild, poi, si vedono i due a bordo del motoscafo, attorno alle 16, con una bottiglia di champagne e due bicchieri pieni. Più tardi, verso le 23:35, il video della telecamera di sicurezza del rimessaggio mostrerà come l’alcol avesse fatto effetto sui due diportisti. Eppure, le 15 ore trascorse prima che i due accettassero di sottoporsi all’alcol test, sono state sufficienti a far sì che il controllo desse esito negativo: secondo gli studi disponibili, un individuo smaltisce 6 grammi di alcol ogni ora e quindi un bicchiere, che ne contiene circa 12 grammi, non è più rintracciabile nel sangue in due ore.

Dopo gli interrogatori, Patrick Kassen e Cristian Teismann, hanno fatto ritorno in Germania, nelle loro case di Monaco di Baviera. “Ma non è una fuga. Nei loro confronti non c’è alcun divieto e seguiranno il processo“, ha assicurato il loro avvocato Guido Sola.

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