Bambini uccisi ad Ardea, per gli psichiatri Andrea Pignani non rappresentava un pericolo

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Today

Andrea Pignani, il killer che ha sparato uccidendo due bambini ed un anziano ad Ardea aveva dato segni di squilibrio. Eppure, nessuno lo ha obbligato ad un TSO.

Andrea Pignani 15 giugno 2021 leggilo.org

Gli operatori del 118 avevano già avuto una brutta esperienza con Andrea Pignani, il giovane di Ardea che ha aperto il fuoco facendo tre vittime con una pistola appartenuta al padre ma si erano convinti che il ragazzo non avesse bisogno di un TSO o di una terapia per i suoi evidenti squilibri. E’ quello che è emerso quando gli investigatori hanno iniziato a scavare nel passato del ragazzo che ha improvvisamente lasciato esplodere una furia covata a lungo contro due bambini ed un anziano intervenuto per fermarlo prima di suicidarsi, sparando per uccidere senza nessuna pietà, un episodio che non può non riportare alla mente altri casi in cui un killer ha agito apparentemente per la sola volontà di uccidere qualcuno. Nessuno ha ritenuto opportuno sottoporre Andrea Pignani ad un TSO nonostante il giovane l’11 maggio del 2020 avesse minacciato la madre con due coltelli dopo una futile lite familiare: “Era in stato di agitazione psico-motoria”, raccontano gli operatori del 118 che vennero assieme ai Carabinieri a prendere il ragazzo dopo l’episodio di violenza. I sanitari però furono ingannati dalla calma del ragazzo che collaborò senza opporre resistenza, apparendo inoffensivo agli occhi degli specialisti.

Infatti in quella occasione Andrea Pignani ricevette soltanto un calmante per dormire e l’invito a presentarsi presso un centro di salute mentale. La Asl 6 responsabile dell’area di Ardea ha confermato che il ragazzo non era a carico degli specialisti del settore, specificando in pratica che Andrea non è mai ricorso a quelle cure non obbligatorie e ritenute poco urgenti che avrebbe dovuto intraprendere. “Non è stato un raptus. Penso piuttosto a un disturbo di personalità molto complesso”, il parere di uno dei psichiatri che ha analizzato il caso, il vice sindaco della città laziale. Secondo gli investigatori, la salute mentale del ragazzo è andata deteriorandosi nei mesi: prima la tragica morte del padre a cui era molto legato e che era il legittimo proprietario della pistola con cui il ragazzo ha fatto fuoco. Poi la fine della relazione con la fidanzata ed infine la decisione di troncare i rapporti con la madre Rita: “Era solo, disoccupato e senza amici e non si curava”racconta proprio la donna che non vedeva il figlio da tempo. “Mr Hyde 86” come si faceva chiamare sui social network Andrea Pignani avrebbe insomma covato a lungo un qualche tipo di rancore psicotico forse scatenato proprio dai numerosi eventi traumatici vissuti nell’ultimo anno per poi sfogarsi – a quanto sembra – dopo una banale lite.

I vicini non si aspettavano che arrivasse a tanto, anche se almeno in un occasione Andrea aveva minacciato una persona in modo velato: “Abbiamo avuto una discussione. Perché seguiva me e mia moglie, allora gli ho chiesto duramente cosa volesse. Mi ha risposto minaccioso: io abito qui, devi stare calmo, stai attento a come parli“, ricorda un abitante della zona residenziale di Ardea che ha rivisto il ragazzo il giorno della strage. L’uomo dice che non si sarebbe mai aspettato una simile esplosione di violenza, proprio come gli psichiatri che non lo hanno sottoposto a TSO. Eppure, il Ministero dell’Interno concentra l’attenzione dell’opinione pubblica sul fatto che il ragazzo avesse un’arma, nascosta dopo la morte del vero proprietario e quindi non ottenuta con il regolare porto d’armi“Era certamente una persona labile che aveva un’arma. Su questo aspetto stiamo cercando di capire tramite i carabinieri che sono presenti sul luogo”, la risposta del Viminale alle polemiche sul possesso di armi. Nessuno ha invece ancora dato una risposta su come sia possibile che una persona bisognosa di una terapia psichiatrica sia stata lasciata a se stessa fino al più tragico degli epiloghi.

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