Dopo la morte di Camilla, il Cts blocca AstraZeneca per chi ha meno di 60 anni

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Fonti ed evidenze: Ministero della Salute, Repubblica, La7

L’immunologa dell’Università di Padova Antonella Viola esprime il suo dissenso in merito a inoculare una seconda dose del vaccino anti Covid di AstraZeneca.

astrazeneca viola
Getty Immages/Jack Guez

Il Ministero della Salute informa che nelle ultime ventiquattro ore i casi totali sono saliti di 1901 unità e portano il totale a 4.239.868. Da ieri 69 morti che fanno salire le vittime a 126.924 mentre i guariti raggiungono quota 3.949.597.  Totale persone vaccinate: 13.654.623.

I casi attualmente positivi scendono a 165.239, -4170 rispetto a ieri. I ricoverati sono 3876, -277 mentre in terapia intensiva 597 assistiti, 29 da ieri.

“No alla seconda dose con AstraZeneca”, dice l’immunologa Viola

La morte della diciottenne Camilla Canepa dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca ha lasciato tutti colpiti. La ragazza aveva preso parte all’open day per gli over 18 tenutosi a Genova lo scorso maggio e a distanza di una settimana sono comparsi i primi sintomi gravi. Sulla questione se sia opportuno o no somministrare il siero anglo svedese anche a persone con meno di 60 anni – andando, pertanto contro, le indicazioni dell’Agenzia europea del Farmaco – si sono espressi diversi scienziati tra cui il professor Andrea Crisanti. Il microbiologo patavino, per quanto abbia ribadito l’assoluta sicurezza del farmaco, ha concluso che per le persone più giovani sarebbe opportuno somministrare altri vaccini. Dello stesso avviso l’immunologa Antonella Viola. La dottoressa – ospite a Otto e Mezzo su La7 – ha chiaramente specificato: “La seconda dose non va fatta ai giovani, soprattutto alle donne. È vero che si dice che abbiamo un numero di casi minori sulle seconde dosi, ma perché sono state fatte meno seconde dosi. Si sono verificati eventi trombotici anche con le seconde dosi. Per cui per favore non ripetiamo l’errore e muoviamoci per una seconda dose diversa. Per i giovani e soprattutto per le donne giovani“.

La dottoressa già in una precedente intervista al Corriere della Sera aveva ribadito che alle persone meno giovani lei ritiene del tutto sbagliato somministrare i vaccini a vettore virale come AstraZeneca e Johnson& Johnson in quanto – aveva precisato l’esperta – più si scende con l’età e più i rischi potrebbero superare i benefici. Mentre, per quanto concerne l’ipotesi di una terza dose, ipotesi paventata anche dal noto virologo milanese Fabrizio Pregliasco, la dottoressa Viola prende una posizione ben diversa rispetto al suo collega e afferma: “Non c’è nessuna ragione in questo momento per ritenere che ci sarà bisogno di una terza dose. I vaccinati da nove mesi sono ancora protetti. Se il virus dovesse mutare tanto e iniziamo a vedere che le persone vaccinate si ammalano, dovremo pensare a una terza dose ma con un vaccino diverso“.

Nelle ultime ore è arrivato il parere definitivo del Comitato tecnico scientifico il quale ha stabilito che, da oggi in poi, AstraZeneca potrà essere somministrato solo ai soggetti con più di 60 anni. Alle persone più giovani che hanno ricevuto già la prima dose di AstraZeneca, verrà somministrato Pfizer oppure Moderna nella seconda dose. Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha puntualizzato: “Le indicazioni del Cts verranno tradotte dal Governo in forma perentoria, non come semplice indicazione“.

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