Laura, 13 anni, impiccata nella sua cameretta: “Con il lockdown era sempre attaccata al telefonino”

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Fonti ed evidenze: Messaggero, Tempo

Una bambina di 13 anni è stata trovata impiccata nella sua cameretta. Da un po’ di tempo era oggetto di bullismo. E l’isolamento dovuto al lockdown ha peggiorato la situazione.

roma 13 anni impiccata
Getty Immages/Andreas Solaro

La triste storia del giovanissimo Seid che si è tolto la vita qualche giorno fa ha riportato l’attenzione su un tema drammatico ma troppo spesso sottovalutato: la depressione tra bambini e ragazzi. Complice il lockdown, la chiusura forzata tra quattro mura domestiche senza poter interagire con i propri amici e compagni di scuola, i fenomeni a carattere depressivo tra gli adolescenti o, addirittura, i bambini sono aumentati. A Roma una bimba di soli 13 anni – che chiameremo Laura per rispetto della vera identità – è stata trovata impiccata nella sua cameretta. Domenica sera ha preso un cavo elettrico, lo ha reciso con un taglierino, e con quello si è impiccata a una mensola della sua stanza, in una piccola palazzina di borgata a Torpignattara, zona est di Roma. La tredicenne si è tolta la vita mentre la mamma era uscita per andare in un piccolo pub all’angolo della strada per fare le pulizie dopo la chiusura. Quando la donna è rientrata, intorno alle 23,45, e si è affacciata in camera per dare la buonanotte alla figlia, ha fatto la drammatica scoperta. “Le sue migliori amiche l’avevano esclusa e bullizzata dopo che aveva discusso con una di loro, per un malinteso, mia figlia era stata isolata. La prendevano in giro, l’avevano messa nel mirino. Per questo ho insistito tanto perché cambiasse sezione a scuola, ma quelle ragazzine non la lasciavano in pace e nei giorni scorsi si erano rifatte sotto” – ha raccontato la madre.

Laura come tanti altri adolescenti aveva vissuto male il periodo del lockdown, le sue uscite si erano sempre più diradate e come raccontano le zie e i vicini di casa, era sempre più chiusa in se stessa e perennemente con il telefonino in mano. Usava molto Tik Tok, infatti i Carabinieri della Compagnia Casilina hanno sequestrato il suo cellulare e il computer: il dubbio è che la ragazzina possa essere rimasta vittima anche di un gioco della morte sui social, come già successo ad altre due bambine trovate morte soffocate nel bagno di casa. Al vaglio degli investigatori anche i diari, i quaderni, diversi bigliettini e alcuni disegni della tredicenne alla ricerca di una possibile spiegazione del gesto estremo. A quanto risulta dalle indagini, la ragazzina, nonostante la giovanissima età, era seguita dagli psicologi dell’Umberto I dopo una segnalazione della scuola alla Procura dei minori. I genitori erano separati e la bambina già in passato aveva manifestato atteggiamenti autolesionisti, tagliuzzandosi braccia e gambe, sintomo di un profondo malessere psicologico. .

 

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