20 anni, gioca nelle giovanili del Milan, lascia il calcio e si suicida

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Fatto Quotidiano, Today

Un ragazzo di 20 anni, Seid Visin, si è tolto la vita lasciando ai familiari una lettera terribile in cui afferma di essersi sentito discriminato per le sue origini etiopi.

Seid Visin 5 giugno 2021 leggilo.org

Ha scelto di impiccarsi a casa dei propri genitori Seid Visin, 20enne di origine etiope che risiedeva a Nocera Inferiore con la sua famiglia adottiva da anni: inizialmente, si è pensato ad un episodio di razzismo per spiegare la tragedia che però sembra più complessa di quanto appariva inizialmente. Il ragazzo, promettente calciatore che aveva militato anche alle giovanili di club di alto profilo come il Benevento ed addirittura il Milan, aveva infatti scritto anni fa un post su Facebook che gli investigatori hanno ipotizzato contenesse le ragioni del suo gesto. Il giovane – si evince da alcuni passaggi del post – si sentiva discriminato non solo nell’ambiente sportivo e lavorativo ma in generale nella vita di tutti i giorni. Infatti, nella lettera Seid Visin scrive: “Ovunque io vada, ovunque io sia, ovunque mi trovi sento sulle mie spalle, come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone“, spiegando anche che le cose erano cambiate negli ultimi anni.

Seid si sentiva italiano perchè adottato in giovane età e cresciuto in Italia – dove afferma anche nella lettera di essere sempre stato accettato da bambino – ma non tutti la pensavano così, specialmente sul posto di lavoro che aveva trovato dopo aver lasciato la carriera di calciatore professionista: “Qualche mese fa ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, prevalentemente anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non bastasse, mi additavano anche la responsabilità del fatto che molti giovani italiani non trovassero lavoro“, la tragica testimonianza del giovane. Sfortunatamente, nonostante i grandi progressi fatti nel campo dell’integrazione razziale, nel nostro paese si verificano ancora gravi casi di razzismo come quello che ha visto come vittima Seid Visin che per quegli sguardi e quelle parole offensive ha finito per lasciare il lavoro“Dentro di me è cambiato qualcosa: come se nella mia testa si fossero creati degli automatismi inconsci; come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato”, si legge ancora nel post che però – secondo i familiari del ragazzo – non è legato alla sua morte improvvisa.

Proprio nelle ultime ore infatti, in seguito al giro che la storia ha fatto sui social network arrivando a migliaia di condivisioni, i genitori adottivi di Seid hanno deciso di intervenire interrompendo il silenzio mantenuto sul dramma che li ha sconvolti per precisare qualcosa: “Quello che è successo non dipende dal razzismo“, hanno comunicato il padre e la madre del 20enne, aggiungendo che il contenuto di quella che era stata considerata come  presunta lettera di addio del ragazzo sarebbe in realtà stato estrapolato da un post scritto su Facebook dal giovane ben tre anni fa. A questo punto, le indagini dovranno ripartire per trovare una ragione per un gesto così tragico che sembra ora inspiegabile.

 

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