Perde la famiglia nel crollo della funivia. E lo ha saputo dagli sms degli amici

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Fonti ed evidenze: Corriere della Sera, Repubblica

Aya Biran ha perso fratello, cognata e un nipote nella tragedia di Stresa. Mentre un altro nipotino, di 5 anni, è l’unico sopravvissuto al crollo della cabina ed è ricoverato all’ospedale Santa Margherita di Torino: “Ha un trauma cranico, ancora non esiste una prognosi“. 

aya biran
Amit Biran e Tal Peleg/Facebook

I messaggi Whatsapp continui, insistenti: “Mi dispiace“. Poi la preoccupazione, la paura. E infine il dolore. E’ questo il racconto che Aya Biran fa della giornata di ieri, quando nella tragedia avvenuta a Stresa – dove una cabina della funivia che conduce sul monte Mottarone è precipitata causando la morte di 14 persone – ha perso il fratello Amit, la cognata Tal Peleg e il nipotino Tom, di appena due anni.

Tutti gli amici hanno cominciato a scrivermi“, racconta. “Al quarto messaggio ho pensato che fosse caduto un altro missile in Israele. Così ho chiamato mio fratello ma non mi ha risposto, poi mia cognata e neanche lei mi ha risposto. Qualcosa non va. Allora ho scritto ai miei amici ma cosa è successo? Due ore dopo la conferma dei nomi dei Carabinieri“. Aya ha perso i suoi parenti più prossimi, mentre l’altro nipotino, di 5 anni, è l’unico sopravvissuto della tragedia ed è ricoverato all’ospedale Regine Margherita di Torino: “Non sapevamo dove si trovasse, abbiamo capito che si trattava di lui quando abbiamo visto che non era nell’elenco delle vittime“, spiega la donna.

Lasciatemi stare, ho paura“, avrebbe detto il piccolo ai medici dell’ospedale. Arrivato nella struttura verso le 14, dopo un trasporto d’urgenza in eliambulanza, le sue condizioni vengono definite dal personale “gravi ma stazionarie“. Nel pomeriggio di ieri, il piccolo è stato sottoposto a un intervento di cinque ore per le fratture a braccia e gambe, “e ora stiamo aspettando che ce lo facciano vedere, almeno da lontano attraverso il vetro“, dice la zia.

Aya, così come i suoi familiari coinvolti nella tragedia, è di origini israeliane e vive nel Pavese. Fa il medico in carcere. Non riesce a capacitarsi di quanto le sia appena accaduto: mostra la foto di Tom, il nipotino più piccolo morto insieme ai genitori: “E’ una meraviglia, i bisnonni erano arrivati da pochi giorni per vederli“. Anche i genitori di Tal Peleg sono morti nel crollo con il resto della famiglia. “Erano arrivati come turisti, ultraottantenni e vaccinati avevano deciso di venire. In Israele ci sono i missili cosa può succedere in Italia? Volevano vedere i bisnipoti“.

Sono ore di preoccupazione e dolore per tutta la famiglia. Aya, l’unica a conoscere l’italiano, spiega che i suoi genitori “sono molto agitati, ho paura che dovrò chiamare un’ambulanza“. Vive in Italia con il marito da 17 anni, ha due bambine, che ora ha lasciato a casa per raggiungere Torino e seguire personalmente tutti gli aspetti del ricovero del nipotino: “Ha un trauma cranico bisogna vedere come va, la prognosi non esiste ancora“.

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