“Sentenza eccessivamente punitiva”, dice l’avvocato della famigilia Ciontoli

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Fonti ed evidenze: AdnKronos, Fanpage

Dopo la sentenza della Cassazione sul caso Vannini, Pietro Messina, avvocato della famiglia Ciontoli commenta la decisione dei giudici: “Sentenza eccessivamente punitiva”.

avvocato famiglia ciontoli
Marco Vannini/Facebook

La scorsa settimana, la sentenza della Corte di Cassazione ha reso definitive le condanne nei confronti dei membri della famiglia Ciontoli, ritenuti responsabili della morte di Mario Vannini, confermando quanto era stato stabilito dal processo di Appello: Antonio Ciontoli è così stato condannato a 14 anni di carcere per omicidio volontario con dolo eventuale, mentre la moglie Maria Pezzillo e i figli Federico e Martina a 9 anni e 4 mesi per concorso anomalo in omicidio volontario.

Una sentenza dura“, commenta Pietro Messina, uno dei legali che hanno curato la difesa della famiglia Ciontoli durante il processo. L’avvocato ritiene la decisione dei giudici “eccessivamente punitiva“. In particolare, Messina si riferisce alla condanna inflitta a “due ragazzi di vent’anni e una signora che non ha mai calcato i pavimenti dei tribunali“. La preoccupazione dell’avvocato è che Maria, Federico e Martina, possano avere un duro contraccolpo alla realtà carceraria. “Una situazione di questo genere sicuramente li ha fatti piombare in una dimensione sicuramente irreale. Spero reggano l’urto della carcerazione e che possano inserirsi in un percorso che possa portare ad una soluzione più umana“, insiste il legale.

La convinzione dell’avvocato della famiglia Ciontoli è che la sentenza avrebbe dovuto diversificare maggiormente la posizione di Antonio – colpevole di aver sparato a Marco e di aver successivamente depistato i tentativi di soccorso – da quella degli altri tre familiari. Messina ricorda anche che “nell’ultima sentenza della Corte d’Appello si parla di una personalità del capofamiglia che aveva in qualche modo soggiogato e condizionato tutti gli altri“.

La sentenza della Cassazione, dunque, è stata accolta con sorpresa dal collegio difensivo dei Ciontoli, all’interno del quale si era diffuso un “cauto ma necessario ottimismo” fondato sugli argomenti avanzati durante il dibattimento: argomenti che “tutt’ora riteniamo essere rilevanti“. A questi, si aggiungono i dubbi della difesa “sull’applicabilità dell’articolo 575“, quello relativo all’omicidio volontario, dato che “in casi così al limite tra dolo e colpa, non ritengo sia opportuno andare a ricercare pene così severe“.

Alla luce di queste valutazioni, gli avvocati dei Ciontoli dicono: “Non escludiamo un ricorso alla Corte Europea. La giurisprudenza sul dolo eventuale porta ad applicare delle pene non adeguate, vedremo se ci sono spazi per potere far valere questa anomalia“, afferma ancora Messina. “Nella nostra legislazione esiste l’omicidio preterintenzionale che si avvicina molto  alla figura del dolo eventuale, ma ha una punibilità diversa“.

 

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