Francesca Fioretti rivela: “Ecco perché ho scritto un libro sulla morte di Davide”

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Francesca Fioretti racconta in un libro la tragica scomparsa del compagnano Davide Astori. Dopo 3 anni di religioso silenzio La modella spiega perché ha deciso di condividere la sua storia con il pubblico.

A pochi giorni dalla condanna per omicidio colposo del medico sportivo che effettuò la visita per l’abilitazione agonistica a Davide Astori, la sua compagna Francesca Fioretti annuncia l’usciata del suo libro “Io sono più amore”, nel quale ripercorre la vita insieme al calciatore della fiorentina, dalla nascita della loro storia d’amore fino alla scomparsa del 31enne e all’immenso dolore della perdita. Una storia di sofferenza ma anche un inno alla vita che spesso ci mette davanti a situazioni che mai avremmo pensato di poter affrontare. Il libro è edito da La Nave ed è uscito il 6 maggio.

Nei 3 anni trascorsi dalla scomparsa di Astori, Francesca ha deciso di vivere il suo dolore in modo privatissimo, accantonando la sua vita professionale in tv e dedicandosi esclusivamente alla Vittoria. In un lungo post pubblicato su Instagram l’attrice 35enne spiega cosa l’ha portata alla decisione di condividere con il pubblico la sua storia e quella della sua famiglia. “Questo libro sarà tante cose, forse non riuscirà a esserne fino in fondo solo una” sottolinea la Fioretti.

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Il libro racconta il mutamento e la consapevolezza che la modella ha dovuto affrontare dalla morte dell’amato compagno. “Sarà un modo per vivere ancora una volta il distacco, per provare a liberarmi, per andare di nuovo a capo, e stare immobile, a contatto con la rinascita e il dolore”. Un lungo percorso che lei e la figlia Vittoria percorrono ogni giorno: “Sarà un modo per rendere giustizia a questa vita a cui chiedo tutto ancora con caparbietà, per trovare un posto al mio immenso amore” ha rivelato ai suoi followers.

Prima di concludere la sua prefazione social Francesca ha voluto raccontare che questo libro è dedicato a tre persone: per primo Davide, poi sua figlia Vittoria e soprattutto per lei, per non dimenticare mai nulla e tornare a vivere ancora nonostante tutto: “Questa è la mia storia, questa è la stanza dove vi chiedo di sedervi e, nel silenzio, aiutarmi a raccontarla” ha concluso.

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