Schiacciato da un sacco pesante 14 quintali, Andrea è morto a 37 anni

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Fonti ed evidenze: Ansa, Fanpage

L’ennesimo incidente mortale sul lavoro si è verificato ieri in provincia di Parma 

andrea recchia
Andrea Recchia/Facebook

La strage silenziosa di morti bianche non si ferma. Dopo la tragica scomparsa di Luana D’Orazio, uccisa da un macchinario nella fabbrica tessile in cui lavorava in provincia di Prato, la scia di sangue dovuta ad incidenti sul lavoro non si è interrotta. L’ultima, drammatica notizia arriva da Sorbolo, in provincia di Parma, dove Andrea Recchia, un operaio di 37 anni, è morto nell’azienda di mangimi di cui era dipendente. Andrea era di origini lucane: nato a Montalbano Jonico, in provincia di Matera, si era trasferito nel parmense. Ieri, mentre lavorava, è rimasto schiacciato da un sacco pieno di mangime dal peso di oltre 14 quintali.

Vano, purtroppo, l’intervento del personale del 118 arrivato sul posto dopo una segnalazione urgente: giunti all’interno dell’azienda, i sanitari hanno potuto soltanto constatare il decesso del trentasettenne. L’area in cui Andrea è rimasto schiacciato è immediatamente stata sottoposta a sequestro dai Carabinieri e dagli operatori della Medicina del Lavoro dell’Ausl di Parma, chiamati ora ad accertare il pieno rispetto delle norme di sicurezza sui luoghi di lavoro e a ricostruire la dinamica dei fatti che hanno portato alla morte dell’operaio: in questo senso, si indaga per capire cosa abbia fatto sì che il sacco finisse addosso ad Andrea, uccidendolo.

Secondo i dati a disposizione dell’Inail, nei primi tre mesi del 2021 le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale sono state 185: ben 19 in più rispetto allo stesso periodo del 2020. Un dato sconcertante, anche in considerazione del fatto che questa crescita – pari all’11,4% – viene registrata rispetto a un periodo – gennaio e febbraio 2020 – in cui non erano ancora in vigore le restrizioni anti-Covid e in cui, di conseguenza, le ore complessive di lavoro erano decisamente superiori.

Soltanto pochi giorni fa, in occasione della Festa del Lavoro del Primo Maggio, i sindacati erano tornati a segnalare l’emergenza legata alle morti bianche: “L’anno scorso oltre 2000 lavoratori e lavoratrici morti, 185 morti nei primi tre mesi 2021. Pretendiamo zero morti sul lavoro“,. Parole che rischiano di risuonare come terribilmente vuote, in mancanza di interventi capaci di porre fine ad una strage inaccettabile.

 

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