Giorgia e Simone muoiono sul Gra. Lui doveva testimoniare sull’omicidio di Luca Sacchi

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Fonti ed evidenze: Repubblica, Fanpage

Simone Piromalli e Giorgia Albano, entrambi ventunenni, sono morti ieri in un incidente stradale sul Grande Raccordo Anulare di Roma. Il giovane era considerato il testimone chiave del processo per la morte di Luca Sacchi.

Un grave incidente stradale si è verificato ieri lungo il Grande Raccordo Anulare di Roma, tra le uscite Nomentana e Centrale del Latte. Nello scontro, che ha visto coinvolti una moto e un camion – finiti a scontrarsi per ragioni che rimangono da chiarire – hanno perso la vita due giovani di 21 anni. Si tratta di Giorgia Albano e Simone Piromalli: il nome di quest’ultimo era già circolato nelle cronache nazionali per via del coinvolgimento del ragazzo nel processo per l’omicidio di Luca Sacchi, il personal trainer ucciso nel quartiere Appio la sera del 23 ottobre.

Lo scontro tra la moto – a bordo della quale viaggiavano i due ventunenni – ed il mezzo pesante non ha lasciato scampo ai ragazzi, morti sul colpo a causa della violenza dell’impatto. Sul luogo dell’incidente sono arrivati i soccorritori del 118, che non hanno potuto far altro che constatare il decesso di entrambi; insieme a loro, anche gli agenti della Polizia Stradale e il personale Anas, intervenuti per effettuare i rilievi del caso e favorire la riapertura al traffico del tratto dove è avvenuto lo scontro che, imponendo un blocco del traffico di alcune ore, ha causato gravi rallentamenti e incolonnamenti di auto per diversi chilometri.

Simone Piromalli svolgeva nel processo Sacchi un ruolo centrale: il giovane era infatti ritenuto il testimone chiave per ricostruire quanto avvenuto la sera di quel 23 ottobre, quando si recò insieme all’amico Valerio Rispoli in un locale del quartiere Appio, dove avrebbe dovuto fare da intermediario tra Giovanni Princi e Valerio Del Grosso per l’acquisto di quindici chilogrammi di marijuana. E’ in quel contesto che, poco più tardi, Del Grosso ucciderà Luca Sacchi con un colpo di pistola alla testa.

Proprio Valerio Rispoli e Simone Piromalli, subito dopo l’accaduto, si rivolsero ai Carabinieri per raccontare l’accaduto e ricostruire la vicenda: la loro testimonianza fu il primo elemento che permise di cominciare a ricostruire i contorni del tragico omicidio del giovane. Lo stesso Piromalli era stato inizialmente indagato, ma la sua posizione era poi stata archiviata: “Ho visto estrarre una mazzetta di soldi dallo zaino rosa che portava Anastasiya ma non ricordo chi abbia fatto il gesto“, aveva dichiarato davanti ai giudici.

 

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