“Mio figlio? Un burattino nelle mani di Elena” dice la madre di Giovanni Limata

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Fonti ed evidenze: Today, Fanpage

La madre di Giovanni Limata, Maria Crisci, è convinta che il figlio abbia colpito a morte Aldo Gioia perché manipolato dalla fidanzata Elena. 

madre Elena Gioia

Maria Crisci – madre di Giovanni Limata, reo confesso dell’omicidio di Aldo Gioia, padre della fidanzata Elena – non ha dubbi: il giovane avrebbe agito perché manipolato dalla ragazza, che gli avrebbe chiesto di sterminare tutta la sua famiglia. Secondo la donna, Giovanni era ormai ridotto alla condizione di burattino, nel pieno controllo di Elena, capace di condizionarlo in tutto e per tutto.

La signora Crisci descrive il figlio come una persona in difficoltà, che in passato ha affrontato momenti difficili: tra questi, anche un tentativo di suicidio dopo una profonda delusione in amore. La famiglia, spiega ancora la donna, gli è sempre rimasta vicino: “Io e mio marito stiamo soffrendo, ma non era la nostra famiglia a essere manchevole. Non è la nostra famiglia che non ha amore al suo interno“, ha spiegato la madre dell’omicida.

Anche il legale di Giovanni Limata, l’avvocato Mario Villani è convinto della difficoltà emotiva del proprio assistito. Villani ha inoltre affermato che “sulla scena del crimine ci sono state molte interferenze: 14 coltellate sono tante e Giovanni non era solo in quella casa“.  Parole che lasciano immaginare che la difesa del ragazzo possa avere a disposizione ulteriori elementi utili ad accertare come si svolsero i fatti quel 23 aprile, il giorno dell’omicidio di Aldo Gioia, quando – secondo i racconti della signora Crisci – il giovane si sarebbe recato ad Avellino nel pomeriggio per poi tornare a casa a tarda sera, “stanco, strano, accompagnato da qualcuno, ci ha detto“. Poco dopo, Giovanni sarebbe stato raggiunto dalle Forze dell’Ordine.

Fermati e interrogati, i due fidanzati avevano confessato l’omicidio di Aldo Gioia, raccontando che il loro piano prevedeva una fuga da mettere in atto dopo aver ucciso anche la madre e la sorella di Elena. Stando alle ricostruzioni fin qui effettuate dagli inquirenti, la ragazza sarebbe uscita di casa verso le 23:30 con la scusa di andare a buttare l’immondizia e, rientrando, avrebbe lasciato aperta la porta per favorire l’ingresso di Limata, che avrebbe poi colpito a morte il signor Gioia con un coltello da caccia.

Le urla della vittima, però, avrebbero svegliato la moglie e l’altra figlia dell’uomo, costringendo l’omicida a una frettolosa fuga. A quel punto, Elena aveva tentato di inscenare un furto, senza però mai riuscire a convincere gli investigatori. Nell’udienza di convalida dell’arresto, i due giovani si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ma dalle chat rintracciate sui loro telefoni cellulari erano immediatamente emerse le conversazioni con cui i due avevano messo a punto il piano omicida. Ora, entrambi rischiano l’ergastolo per concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione contro un familiare.

 

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